La Tenuta di Novare è un bellissimo luogo in Valpolicella, a Arbizzano di Negrar dove alcuni dei vigneti di Bertani disegnano le balze delle colline con grande eleganza ed equilibrio paesaggistico che valorizza la biodiversità. Terreni con esposizione a ovest, terrazze e, quasi a benedire questa terra, ecco la chiesetta di Ognisanti. Oggi le cantine Bertani posseggono trentacinque ettari di vigneti con piani di sviluppo per altri trenta. 

Uomo a lavoro nei vigneti Bertani

Terreni di calcare bianco, molto simile a quello che si trova in Champagne nella zona della Marna. Il carbonato di calcio che si trova è l’elemento che porta la sapidità, come appunto in Champagne e in Chablis. È Andrea Lonardi, direttore generale e “anima”di Bertani a raccontare i terreni e le loro caratteristiche, con una passione per i dettagli che rapisce chi ascolta. «Due diaspore di vulcaniti - racconta passeggiando per i vigneti - come nel Soave, siamo nella parte più alta del monte Foscarino, una si chiama Colombari, sette ettari di vigneto, l’altra è in località Pezza di Marano. Da questi terreni vini completamente diversi “Ognissanti” e “Miniere" - le due etichette - per capire come la Corvina si esprime. Dove troviamo ferro e manganese, la struttura tannica è superiore con tannino duro e tracce di frutta rossa. Si esprimono molto bene nei primi anni di vita, perché poco sopportano il legno. Sui terreni calcarei troviamo vini morbidi e rotondi che ricordano Mornay con un salato finale, come una piccola Borgogna». 

INTERVISTA A ANDREA LONARDI E ETTORE NICOLETTO

La Valpolicella non è regolare ma in continua evoluzione geologica. I ghiacciai sono passati tre quattro volte come dei caterpillar spingendo, rimangiando e tornando indietro. Per questo si formano piccole brecce basaltiche con sopra il calcare bianco. Qui estraevano ferrro e manganese, una ex-miniera che caratterizza il suolo e da il nome all’etichetta è anche visitabile.

Vino della Cantina Bertani

Dalla collina lo sguardo sulle vallate, sui resti romanici e fino al lago, è davvero unico.

«Il paradiso è questo - afferma Lonardi guardando verso Negrar - un sistema bello, anche dal punto di vista etico e sociale, dove convivono cantine sociali e imprenditori. Qui in molti hanno reinvestito nel territorio tutto ciò che è stato guadagnato, con reimpianti e migliorie. Un territorio unico, con un potenziale molto alto di produzione di vini di grande qualità. Abbiamo necessità di un’evoluzione culturale per imparare a raccontare come i nostri “Ognissanti” e “Miniere” provengano dal calcare, da questa terra, dal freddo della notte». 

«Una volta deciso di dare spazio al grande potenziale valoriale della Valpolicella Valpantena abbiamo sentito l’esigenza di dare ai vini un’immagine più elegante, pulita, ricercata ma non urlata. Un packaging che sia lettura fedele del progetto», racconta Eleonora Guerini, a capo del marketing e della comunicazione del gruppo vinicolo.

Botti di vino della cantina Bertani

«Oggi, così come più di un secolo fa, esiste uno stile Bertani fatto di valori solidi e definiti, che fungono da fondamenta e insieme ne rappresentano l’identità. Coerenti con il nostro territorio ne abbiamo esaltato le specificità, investendo in ricerca in vigna così come in cantina, rimanendo focalizzati su classicismo e qualità. Le mode non hanno mai condizionato questa storica realtà, nemmeno quando abbiamo sviluppando progetti nuovi, come i Cru di Bertani, lettura contemporanea della complessità che il Valpolicella può raggiungere, o la nuovissima linea  Valpolicella Valpantena», afferma Ettore Nicoletto CEO e Presidente di Bertani Domains.

La produzione della Cantina Bertani è disponbile su bertani.net