In tutto il servizio foto © Luca Campigotto

Silenzio assoluto, spazi sconfinati e desertici, mancanza di esseri umani nelle inquadrature. Ecco ancora una volta le costanti della scelta iconografica del fotografo Luca Campigotto, in esposizione alla Bugno Art Gallery di Venezia, in occasione della 17esima Biennale di architettura.

 

Lo spazio accoglie nuovamente l’autore, dopo cinque anni, con American Elegy, una mostra personale aperta fino al 3 luglio. Campigotto, da sempre affascinato dal viaggio, rappresenta il Nuovo Continente senza tempo. Il suo è un percorso nella memoria, on the road attraverso il West, con rimandi all’immaginario letterario e cinematografico che lui tanto ammira.

L’exhibit è anche un nuovo progetto e un nuovo libro, dove le immagini si alternano tra paesaggi naturali selvaggi e scorci della periferia urbana, tra luci diurne e riflessi notturni.

 

Gli scatti riprendono la maestosità naturale della Monument Valley e del Grand Canyon, le periferie urbane e solitarie del Montana con le architetture in mattoni che ricordano i quadri di Edward Hopper. Ed ancora la desolazione affascinante delle ghost town minerarie della California e del Wyoming con i loro edifici abbandonati, treni che viaggiano in zone deserte, i grandi cimiteri di auto dell’Idaho, il Bronx e le zone industriali di New York.

In mostra sono esposte 17 fotografie di grande formato, scelte tra le 70 presenti nel volume omonimo edito da Silvana Editoriale, con testi critici di Walter Guadagnini, Mauro Pala e Roberto Puggioni.

 

In American Elegy, dopo altre occasioni degli anni scorsi in cui Campigotto ha immortalato l’atmosfera notturna della Grande Mela in Gotham City (2012) e la doppia identità della Cina in Iconic China (2017), ecco di nuovo il racconto dell’America attraverso la forza evocativa di scatti che rendono omaggio alla tradizione fotografica del XIX e XX secolo – da Mathew Brady a Carleton Watkins, da Timothy O’Sullivan a Walker Evans – che ritraggono la vera anima di luoghi intrisi di storia e spirito di avventura.

Un’altra prova d’autore di Luca Campigotto, che da tempo si dedica alla fotografia di paesaggio e architettura realizzando progetti in tutto il mondo, a Parigi, Miami, Shanghai, e in Italia nella sua Venezia, ma anche a Roma, Milano, Napoli e Rovereto, senza trascurare l’interesse per la scrittura.