Quando a bordo di un Frecciarossa attraverserete il ponte ferroviario sull’Aniene, poco prima di arrivare nelle stazioni di Roma Tiburtina e Roma Termini, ricordatevi della storia di Ugo Forno: bambino, partigiano, ultima vittima della resistenza romana mentre la città veniva liberata dai nazisti. 

Questa di Ughetto, come lo chiamavano i compagni di scuola, è la storia di un sacrificio, di un gesto eroico, di un bambino di 12 anni che il 5 giugno 1944 dovette necessariamente trasformarsi in uomo. É  la storia di un ponte che prende il suo nome, e di un progetto  che prevede un percorso a tema per preservarne la memoria che il Gruppo FS sta portando avanti, ora che quello stesso ponte, salvato dalle bombe, deve essere sostituito per continuare la sua funzione: garantire la libera circolazione di idee, cose, persone. Ieri come oggi. 

UN PASSO INDIETRO

 

La storia di Ugo Forno si gioca sul filo dell’attimo. I suoi anni più belli sono stati rapiti dalla guerra e – come scrive Cesare Pavese – può succedere che “non si ricordano i giorni, ma si ricordano gli attimi”. 

 

Il 5 giugno del 1944 a Roma si festeggia. Ugo Forno è un bambino di 12 anni. È finita la Seconda guerra mondiale e gli americani sono arrivati nella capitale. Le truppe statunitensi entrano dalla parte sud della città nel pomeriggio del giorno prima. La comunicazione, in quegli anni, non è istantanea e dinamica come quella di oggi.

 

È possibile, quindi, che nella zona di Piazza Verbano (area a nord della Capitale, dove vive proprio il protagonista di questa storia), addirittura 24 ore dopo il loro arrivo, qualcuno possa aprire la finestra e gridare: «Sono arrivati gli americani, sono arrivati gli americani!». Un urlo di gioia capace di emozionare il bambino, cresciuto nella guerra, che sogna di poter dare il suo contributo. 

Ugo Forno, infatti, scende in strada, raduna alcuni suoi amici e si fa rapire da un’ennesima frase ascoltata: «I tedeschi stanno minando un ponte sull’Aniene». Questo basta per innescare un’azione coraggiosa, eroica e battagliera. Ugo Forno e gli altri ragazzi si presentano a ridosso del fiume, dove è in atto questo sabotaggio da parte dei tedeschi. Con alcune armi da fuoco recuperate, l’improvvisato plotone partigiano inizia un vero e proprio scontro. Ughetto e gli altri combattenti riescono a far indietreggiare i nemici che scappano e non riescono nell’intento di far saltare il ponte. 

Scappando, però, i tedeschi, per coprirsi le spalle, sparano dei colpi di mortaio. Uno di questi, purtroppo, sarà fatale per Ughetto e per il suo compagno Francesco Guidi, gli unici morti di questo gruppo di eroi italiani: le ultime vittime della resistenza romana. Un sacrifico che ha permesso di salvare il ponte sull’Aniene, rimasto intatto ancora oggi.

IL PONTE DELLA MEMORIA

 

Un ponte dove oggi passano i treni dell’Alta Velocità. Convogli carichi di speranze, sogni, passeggeri in attesa di rientrare a casa o di partire per una vacanza.  Quel ponte il 5 giugno del 2010 Rete Ferroviaria Italiana, la società del Polo Infrastrutture del Gruppo FS, ha deciso di intitolarlo proprio a Ugo Forno. 

 

Nel piano di ammodernamento dell’infrastruttura ferroviaria, necessario per rendere i binari sempre efficienti e sicuri, il ponte, però, dovrà essere sostituito. Una notizia che ha messo in allarme parenti e amici di Ugo Forno: hanno così chiesto proprio a RFI di salvaguardare una parte del ponte trasformandola in monumento. RFI ha ascoltato, e non si è limitata a promettere che recupererà una parte del ponte ma realizzerà un apposito percorso a tema nell’area all’interno del parco naturale dell’Aniene.

 

In prossimità del Belvedere della Memoria, infatti, saranno realizzate delle passerelle pedonali costruite reimpiegando alcuni moduli delle travate metalliche tolte d’opera. Lungo il percorso delle targhe installate all’inizio di ciascuna passerella consentiranno al visitatore di conoscere e comprendere il gesto eroico compiuto dal bambino soldato che difese il ponte dall’attacco nazista, a scapito della propria vita. I lavori della sostituzione del ponte e della messa a dimora del monumento sono previsti per l’estate del 2024

ASCOLTA LA DETTAGLIATA RICOSTRUZIONE STORICA DI FELICE CIPRIANI

 

Se passate dal ponte di ferro dell’Aniene, dunque, ricordate la storia di Ugo Forno. Una storia che è conosciuta soprattutto grazie al lavoro di Felice Cipriani, storico e autore del libro “Ugo Forno. Il partigiano bambino”. «RFI compie un gesto non solo di valore economico – dichiara il biografo a FSNews.it- ma anche di grande sensibilità. Quel luogo è importante per quello che è stato e per quello che sarà. Là si è compiuta l’ultima battaglia di Roma».