Nuove abitudini che dovremo fare nostre per molto tempo o temporanea necessità che presto lascerà il posto al ritorno delle consuete, rassicuranti esperienze? Spettacolo e spettatori sono anch’essi alle prese con la forzata convivenza con il virus e la stagione dei festival musicali 2020 riflette soprattutto la voglia e il bisogno di attrarre nuovamente il pubblico nei luoghi dell’arte, di far ripartire un settore del lavoro che impiega migliaia di artisti, tecnici, maestranze, professionisti, sempre nel rispetto delle norme di sicurezza.

 

Con questo spirito la musica torna sui palcoscenici e da Verona il segnale è fortissimo: le opere sono impossibili da allestire nella loro tradizionale opulenza di grande orchestra e coro, masse artistiche, scenografie e coreografie, ma in Arena, con il festival Nel cuore della musica, le star della lirica tornano eccome. 

Agosto si apre proprio con la serata Le Stelle dell’Opera: sono il soprano Anna Netrebko, il mezzosoprano Daniela Barcellona, il tenore Yusif Eyvazov e il baritono Ambrogio Maestri. Marco Armiliato sul podio e un programma di arie celeberrime, da Giuseppe Verdi a Gaetano Donizetti fino al verismo di Pietro Mascagni, Francesco Cilea e Umberto Giordano.

 

In questo Festival d’estate 2020 gli appuntamenti sono concentrati soprattutto nei weekend: venerdì 7 agosto tutto Wagner in Arena con il direttore Gustav Kuhn e il soprano Ricarda Merbeth, che interpreta la Ballata di Senta da L’Olandese volante e la Morte di Isotta. Tra le pagine sinfoniche della serata non può mancare la Cavalcata delle Valchirie. Il confronto Verdi-Wagner non finirà mai: ecco infatti, l’indomani, il gala dedicato al grande compositore italiano con il soprano Eleonora Buratto, il tenore Francesco Meli, il baritono Luca Salsi e Daniel Oren a dirigere orchestra e coro dell’Arena di Verona. 

Novità per giovedì 13 agosto con una serata per Antonio Vivaldi e i compositori veneti. Pezzo forte Le quattro stagioni, con il violino solista dell’astro nascente Giovanni Andrea Zanon. Largo a Gioachino Rossini: il 14 agosto c’è un gala per lui, con specialisti del repertorio alle prese con arie e sinfonie dalle opere comiche e drammatiche del grande pesarese.

 

Venerdì 21 è di scena Giacomo Puccini con Gianni Schicchi, l’unica opera eseguita integralmente quest’estate all’Arena, anche se senza scenografie. Il baritono Leo Nucci è protagonista e ideatore scenico della rappresentazione. 

A Puccini è dedicato anche il gala del 22, con nove cantanti e il coro che si alternano in pagine scelte, per arrivare all’esecuzione completa dell’ultimo atto di Tosca. Nei suoi giorni finali il festival apre le braccia a un dominatore delle serate liriche veronesi: il 28 agosto c’è Plácido Domingo per l’Arena, con il baritono (ed ex tenore) protagonista assoluto, mentre la sera successiva Opera in Love lo vede dirigere l’orchestra per accompagnare il soprano Sonya Yoncheva e il tenore Vittorio Grigolo.

 

Plácido Domingo

© Ennevi

In questo festival segnato dall’emergenza Covid-19, le produzioni programmate hanno lasciato spazio a spettacoli realizzabili nel quadro delle norme sanitarie, soggette peraltro a evoluzioni e aggiornamenti. Le opere previste per il 2020 sono già state spostate all’estate 2021, quando tornerà, si spera, anche il colpo d’occhio di platea e tribune affollate per uno spettacolo nel solco della tradizione.

 

Il prossimo anno sarà inaugurato dal più areniano dei titoli, Aida, diretta in forma di concerto da Riccardo Muti il 19 e 22 giugno, con un cast di prim’ordine. Sarà festeggiato così il 150esimo anniversario dell’opera di Verdi, rappresentata per la prima volta al Cairo nel 1871. Sarà anche il ritorno di Muti all’Arena, dove si è esibito una sola volta, nell’estate del 1980. Quella sera diresse il Requiem di Verdi, in una serata unica che fu dedicata alle vittime della fame e della violenza nel mondo e che avvenne cinque giorni dopo la strage di Bologna del 2 agosto 1980.

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