RFI: sicurezza garantita ai massimi livelli sulla Sacile-Maniago

Massimo presidio e tecnici sul posto per pronto intervento

Pordenone, 20 dicembre 2017

La riapertura all’esercizio della tratta ferroviaria Sacile-Maniago è avvenuta a seguito della verifica di sussistenza di tutte le condizioni tecniche e di sicurezza previste dalla normativa vigente e dalle procedure regolamentari di Rete Ferroviaria Italiana, certificate dall’ANSF (Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie).

Tutti i dispositivi e i sistemi di sicurezza e segnalamento presenti sulla tratta Sacile-Maniago sono di nuova installazione (passaggi a livello, sistema di distanziamento treni, sistema di protezione della marcia del treno) e conformi agli standard previsti per tutte le linee in esercizio, indipendentemente dal numero e dalla categoria di treni programmati in circolazione.

I guasti verificatisi nei primi giorni di esercizio della linea - diversi dei quali causati da eventi meteorologici - rientrano, come numero e tipologia, nell’ambito di un fisiologico periodo di assestamento post-attivazione dovuto, per esempio, alle configurazioni degli apparati e alla individuazione delle più idonee tarature dei sensori, tutti elementi ravvisabili soltanto nel reale contesto operativo.

Tutte le criticità sono state affrontate e risolte, all’occorrenza coinvolgendo direttamente i fornitori qualificati e il livello di attenzione riservato alla linea è sempre stato massimo.

L’elevata densità di passaggi a livello (34 in 32 km) ha sicuramente contribuito ad amplificare gli effetti delle anormalità sulla circolazione dei treni.

Con riferimento ad alcuni articoli apparsi sulla stampa locale negli ultimi giorni, RFI ribadisce con fermezza la massima sicurezza dell’infrastruttura ferroviaria. In particolare, precisiamo che l’episodio verificatosi lo scorso 11 dicembre al passaggio a livello al km 2+885 nel Comune di Sacile è avvenuto nel rispetto di un preciso protocollo di sicurezza che viene adottato nel caso di guasto ad apparati lungo linea. Il movimento del treno è infatti avvenuto con le prescrizioni fornite dal Dirigente Centrale Operativo di Pinzano, che prevedevano di effettuare una battuta di arresto in approccio al passaggio a livello, la verifica delle condizioni di attraversamento (veicoli fermi, sede sgombra ecc.) e la ripresa del movimento con marcia a vista, ovvero velocità non superiore a 4 km/h con la possibilità concreta di arresto immediato in caso di ostacoli improvvisi.

RFI continuerà a garantire il totale presidio delle attività e, per agevolare la massima tempestività del pronto intervento, proseguirà nel presidio di alcune stazioni con personale specializzato durante la fascia oraria dei treni pendolari.