Il Coronavirus ha fermato l’Italia e il mondo per mesi. Trenitalia, che ha come mission proprio quella far viaggiare le persone, già dall’inizio dell’emergenza ha lavorato per venire incontro a chi non ha voluto o potuto spostarsi in treno.

 

Si è attivata già dal 25 febbraio, quando solo Lombardia e Veneto erano interessate dalle misure di contenimento. L’azienda ha offerto il rimborso integrale, sotto forma di bonus, di tutti biglietti acquistati entro la data del 23 febbraio, qualunque fosse la loro tipologia, dal prezzo base al supereconomy. Con l’aggravarsi dell’emergenza e l’avvio del lockdown, la data limite è stata spostata al 10 marzo. La scadenza dei Carnet è stata prorogata automaticamente di 4 mesi e, da marzo, è stato avviato il rimborso anche per gli abbonamenti AV.

 

Ora – oltre al voucher spendibile entro 12 mesi, trasferibile senza costi, utilizzabile subito per tutti i prodotti ed emittibile anche dallo stesso utente inserendo il PNR del titolo di viaggio – il cliente può scegliere il riaccredito della somma spesa comunicando il proprio Iban bancario.

 

Per quanto riguarda Frecce e Intercity, in tre mesi sono state 750.000 le richieste di rimborso, un numero 10 volte superiore rispetto allo stesso periodo del 2019, e poco meno di un terzo quelle già evase.

 

Per i treni regionali, invece, sono arrivate 25.000 domande di rimborso, di cui oltre 20.000 già soddisfatte. Per gli abbonamenti regionali, Trenitalia sta lavorando insieme alla Conferenza delle Regioni per cercare di uniformare le procedure operative per il rimborso ed evitare asimmetrie applicative, in coerenza con quanto stabilito dal Decreto Rilancio.