Rapporto annuale ANSF, le precisazioni di Trenitalia e RFI

Relative alla lettura che alcuni media hanno dato dei dati sulla sicurezza ferroviaria diffusi dall’Agenzia Nazionale per la Sicurezza Ferroviaria

Relative alla lettura che alcuni media hanno dato dei dati sulla sicurezza ferroviaria diffusi dall’agenzia

Alcuni media hanno fornito una lettura preoccupata e fuorviante dei dati sulla sicurezza (safety) ferroviaria diffusi dall’Agenzia Nazionale per la Sicurezza Ferroviaria (ANSF) lo scorso 13 ottobre, in occasione della presentazione del Rapporto annuale sulla sicurezza delle ferrovie italiane ricadenti nelle competenze ANSF Anno 2014.

Interpretazioni che rischiano di alimentare l’errata opinione che i livelli di sicurezza del sistema ferroviario italiano, gestito da Rete Ferroviaria Italiana, e dei servizi forniti da Trenitalia non siano quelli che in realtà sono: di assoluta eccellenza in campo europeo e mondiale.

Il rapporto dell’ANSF conferma che i processi di gestione della sicurezza di Trenitalia e di RFI hanno prodotto, negli ultimi anni, importanti risultati nella riduzione dell’incidentalità. Un’attività che interessa tutti i settori produttivi delle due aziende del Gruppo FS Italiane che proseguono il loro impegno per migliorare le prestazioni e per ridurre ulteriormente il tasso di incidentalità.

La sicurezza ferroviaria e Trenitalia

È dal 2007 che non ci sono più state collisioni tra treni in linea. Grazie ai massicci investimenti nei sistemi di sicurezza e nella formazione del personale realizzati da Trenitalia, primo fra tutti il sistema di controllo della marcia del treno (SCMT); le uniche collisioni che si sono registrate sono legate a eventi esterni: frane o smottamenti che provengono da terreni non di pertinenza FS come nel caso noto del treno deragliato ad Andora il 17 gennaio 2014.

L’incidentalità per problemi alle porte dei convogli si è abbattuta notevolmente grazie all’introduzione, richiesta da ANSF e realizzata da Trenitalia, della lateralizzazione: l’apertura delle porte resa possibile soltanto sul lato dove si svolge il servizio viaggiatori. 

Gli unici due episodi registrati nel 2014, a fronte di centinaia di milioni di viaggiatori saliti e discesi, sono riconducibili a indebiti comportamenti individuali.

Gli incidenti che provocano morti e feriti sono ormai confinati a due situazioni, peraltro di confine tra il sistema ferroviario e quello esterno: 

  • la viabilità stradale, con il mancato rispetto del codice della strada nell’attraversamento dei passaggi a livello; 

  • l’abusiva presenza di pedoni sulla sede ferroviaria
Le due casistiche racchiudono il 79% degli incidenti citati nel rapporto ANSF. Incidentalità comunque in diminuzione, con una riduzione di morti e feriti, rispetto al 2006, del 19,7%.

Anche i deragliamenti, limitatamente all’impresa ferroviaria Trenitalia, sono in diminuzione con un meno 34%, mentre gli incendi a locomotive e treni nel 2014 si sono completamente azzerati. Laddove si sono presentati principi di incendio, sono stati prontamente spenti grazie all’impiego dei sistemi tecnologici di bordo.

Nel 2014, per quello che riguarda l’impresa ferroviaria Trenitalia, non si è verificato alcun incidente legato al trasporto di merci pericolose, fatto salvo per sporadici episodi legati a piccoli gocciolamenti di liquidi, in particolare da valvole, fenomeni senza particolari conseguenze e sui quali si sta comunque intervenendo.

Per quanto riguarda i treni Jazz, Trenitalia ha prontamente accolto le richieste dell’ANSF di controlli sulle porte e ha effettuato le necessarie simulazioni e prove in linea. Gli accertamenti svolti hanno rivelato che l’episodio della perdita di una porta è stato causato da un difettoso montaggio della stessa da parte della ditta costruttrice.

Laddove alcuni media hanno enfatizzato come, su 14mila controlli effettuati da ANSF, un 20% abbia evidenziato delle “non conformità”, hanno omesso di precisare che si è sempre trattato di “non conformità” di tipo assolutamente lieve, ossia di problematiche che, per la loro natura, non avrebbero potuto dare origine a incidenti con conseguenze sulle persone. E, infatti, l’analisi delle stesse e il confronto con ANSF non hanno mai fatto emergere fattori critici particolari.

Tutti i rilievi sono comunque stati recepiti nel Sistema di Gestione della Sicurezza di Trenitalia in un’ottica di miglioramento continuo, per la quale il ruolo dell’ANSF è essenziale, unitamente ai ritorni di esercizio che vengono costantemente monitorati e analizzati da Trenitalia.
 

La sicurezza ferroviaria e Rete Ferroviaria Italiana (RFI)

I dati dell’Agenzia confermano come gli eventi esterni al sistema ferroviario gestito da RFI sono la causa principale della maggior parte degli incidenti: eventi meteo che generano frane o smottamenti e persone non autorizzate indebitamente presenti in aree ferroviarie o che attraversano i binari in violazione delle leggi.

La diminuzione degli incidenti denota la grande attenzione posta da RFI nella risoluzione di problematiche connesse alla manutenzione, anche attraverso un modello di gestione pensato per rimuovere le possibili cause di incidente prima che queste possano raggiungere livelli di pericolosità tali da far accadere realmente l’evento negativo.

Desta perplessità l’affermazione secondo cui “tutte le non conformità che cogliamo in forma preventiva sono possibili incidenti evitati”: anche se la frase è di per se corretta, è proprio  il modello di gestione di RFI, fatto di processi concatenati e proceduralizzati, che garantisce che una semplice non conformità da sola non è mai sufficiente a generare incidenti. Gli incidenti sono sempre il frutto di più concause e quindi di diverse non conformità che devono verificarsi contestualmente.

Solo il costante impegno di RFI nelle attività di controllo e nell’opera di continua professionalizzazione dei propri dipendenti può assicurare che non si verifichino concorsi di circostanze tali da provocare incidenti: la esiguità numerica degli incidenti, peraltro in diminuzione come attesta la stessa ANSF, ne sono la dimostrazione.

Da quando è attivo il tavolo tecnico permanente congiunto per dare soluzione a tutte le questioni ritenute rilevanti ai fini della sicurezza, l’Agenzia non ha mai formulato riserve o criticità sull’operato di RFI.

RFI ha sempre dato seguito nei tempi previsti alle indicazioni di ANSF: il tutto è ampiamente documentato. 
Ogni qualvolta l’Agenzia ha segnalato a RFI situazioni critiche per l’infrastruttura ferroviaria, la società ha immediatamente avviato tutte le azioni necessarie per eliminarle.

In occasione di incidenti che hanno interessato l’infrastruttura ferroviaria RFI ha sempre avviato le necessarie attività di ripristino solo dopo aver effettuato tutti i rilievi e le misurazioni previste e finalizzate ad accertarne le cause. 
Dal momento che ANSF non dispone di personale reperibile, l’effettuazione di tali rilievi in contraddittorio con loro ispettori non è sempre la soluzione migliore per il sistema di trasporto ferroviario, in quanto potrebbe non soddisfare la primaria esigenza di migliaia di cittadini,  rappresentata dal diritto alla mobilità garantita dalla più rapida ripresa della circolazione ferroviaria.

La diminuzione degli incidenti nei cantieri certifica l’impegno e la determinazione messa in campo da RFI nel risolvere le criticità residue con percorsi formativi per il personale e una nuova organizzazione del lavoro. Tutto questo ancora prima delle sollecitazioni di ANSF: sia per il rispetto delle norme generali e sia per l’attenzione che RFI riserva al proprio personale. 

Per l’incremento, registrato negli ultimi anni, dell’entità e della frequenza dei fenomeni di dissesto idrogeologico, RFI ha definito un piano di interventi per la messa in sicurezza delle aree e delle zone che interferiscono con i binari, secondo una priorità legata alle criticità territoriali. Il primo stralcio del piano per un importo complessivo circa 130 milioni di euro è stato avviato nel 2014. Nel 2015 sono stati avviati interventi per circa 120 milioni.

RFI è stata la prima azienda a dare piena attuazione al piano nazionale di lotta al dissesto idrogeologico #Italiasicura partito nel 2014 dalla struttura tecnica di missione del Governo.

Il programma concordato con ANSF per il mantenimento dell’autorizzazione di sicurezza si è concluso nei tempi stabiliti. È la testimonianza ulteriore dell’attenzione costante di RFI nel mantenere gli impegni con istituzioni, autorità e soggetti terzi.

Tutti i numeri e i trend diffusi dall’ANSF, come i punti di attenzione indicati dalla stessa Agenzia, sono comunque ben noti a Trenitalia e a RFI, in quanto monitorati costantemente e, ove necessario, oggetto di specifici e tempestivi interventi migliorativi.