Su Note un viaggio tra le bellezze della Calabria Grecanica

Un tour tra i piccoli borghi della Costa Jonica

di Andrea Radic, disponibile sul settimanale Note edizione Campania, Puglia e Sicilia.

Le fiumare, caratteristiche naturali dell'Aspromonte, luogo primordiale, duro e affascinante, di una bellezza struggente quando la luce ne infiamma i tramonti o ne accarezza le albe, erano fiumi navigabili al tempo della Magna Grecia, tanto che ancora si vedono infissi nelle rocce scoscese i ganci d'attracco. Parco nazionale dal 1989, il territorio aspromontano racchiude nel suo perimetro gioielli storici, culturali e antropologici di un'Italia poco conosciuta ma preziosa.

I piccoli paesi arroccati sui contrafforti rocciosi con case in pietra e muri a secco sono veri presepi attorniati da mandorli e fichi d'india. Come Gallicianò, un luogo fermo nel tempo, un pugno di case gettate sulle rocce. Siamo nella Calabria grecanica e tra la sua gente, orgogliosa del proprio territorio e generosa di ospitalità, in greco "xenia".

Il viaggio per raggiungere Gallicianò è, di per sé, la ragione per intraprenderlo. Tra tornanti e uliveti la strada porta alla chiesetta ortodossa della Madonna dei Greci. Un luogo di altissimo valore storico e religioso. Qui, infatti, permane la lingua greca, parlata dai 40 abitanti. Il senso dell'ospitalità è nel cuore di tutti: Giovanni vi accompagnerà nella visita, Raffaele racconterà della chiesa, Nino e Mimmo vi delizieranno con eccellenze gastronomiche e Leo suonerà per voi la tarantella.

Altra porta d'ingresso all'Aspromonte è il piccolo paese di Bagaladi, di origine saracena, adagiato tra uliveti e sorgenti di acqua minerale. Qui la chiesa di San Teodoro Martire custodisce lo splendido complesso scultoreo della SS. Annunciazione datato 1504 e opera di Antonello Gagini, che si formò con Benedetto da Maiano, Brunelleschi e Michelangelo. Un attento recupero eseguito da Pasquale Faenza con il contributo degli studenti dell'Accademia di restauro dell'Aquila ha riconsegnato ai visitatori l'opera, una delle più importanti del Rinascimento del sud Italia.

Antica capitale della Calabria grecanica è Bova, che domina dai suoi 900 metri di altezza la costa jonica. Anche oggi è il cuore di queste terre, centro culturale e di studio. Particolare il patrimonio vinicolo, sei ettari di vigneti terrazzati con panorami coinvolgenti.

Altre due gemme della zona sono i borghi di Pentedattilo, dove si consumò tra storia e leggenda una efferata "strage d'amore", e Palizzi, borgo del vino, dove i Cesari inviavano le loro navi per rifornirsi. Più a est, anche utilizzando la linea ferroviaria che unisce i centri della costa, si raggiunge Locri, dove al tempo della Magna Grecia si ergevano templi, si combattevano epiche battaglie e si decidevano le sorti politiche. Tutto ciò si respira nel curatissimo Parco archeologico e Museo di Locri, che consente di immergersi nella storia.

La playlist di Giancarlo Riccio