"Ambasciatori dello Sport Paralimpico": su La Freccia Alex Zanardi, testimonial del progetto

Il Gruppo FS Italiane è sostenitore dell'iniziativa che sarà presentata il prossimo 20 settembre a Milano

di Luca Mattei

Il diritto alla mobilità deve essere garantito a tutti i cittadini. La sostenibilità sociale delle infrastrutture deve esprimere il senso profondo del bene comune, rispettare le comunità e proporre soluzioni a contesti di disagio, favorendo integrazione e appartenenza». Parole semplici e dirette quelle pronunciate dal ministro Graziano Delrio in occasione del G7 Trasporti svoltosi a giugno a Cagliari. 

Ferrovie dello Stato Italiane opera in questa direzione già da tempo, con un impegno immediatamente riconoscibile all’esterno da chi ha a che fare con i viaggi in treno. «Come rappresentanti nazionali delle associazioni di categoria con il Gruppo FS abbiamo un rapporto diretto di collaborazione, supporto e confronto», dichiara Roberto Romeo, vicepresidente nazionale della FAND, Federazione tra le Associazioni Nazionali delle persone con Disabilità. Ma se è vero che le norme nazionali ed europee che garantiscono a tutti la mobilità non mancano, in alcuni casi persiste un gap tra le prescrizioni e la realtà vissuta. 

«Siamo abbastanza soddisfatti ad esempio dell’offerta relativa alla lunga percorrenza – prosegue Romeo – ma non si può dire lo stesso per regionali e interregionali, sui quali sappiamo esserci delle problematiche che pian piano verranno risolte».

Insomma, c’è ancora tanto da fare e non lo si vuole certamente nascondere. Così FS Italiane ha posto da diversi anni al centro delle proprie attenzioni le esigenze delle persone a mobilità ridotta. Per assicurare il loro diritto alla mobilità ha realizzato nelle stazioni una rete di Sale Blu gestite da RFI e, per migliorare ovunque l’accessibilità e individuare risposte tecnico-organizzative sempre più adeguate alle loro esigenze, si confronta e svolge periodici incontri con le associazioni che le rappresentano, come il 15 settembre a Pistoia, nello stabilimento Hitachi Rail Italy dove si costruisce il nuovo treno regionale Rock di Trenitalia.

Non manca il sostegno a iniziative per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della disabilità, come Ambasciatori dello Sport Paralimpico, promosso dal Comitato Italiano Paralimpico. Un’apposita commissione ha individuato, sulla base di meriti sportivi, 50 atleti paralimpici, tra cui Bebe Vio, Oney Tapia, Martina Caironi, Assunta Legnante e Monica Contrafatto, che saranno protagonisti di attività di informazione e formazione in scuole, ospedali e altri contesti. La squadra viene presentata il 20 settembre alla stazione di Milano Centrale, luogo simbolico di scambio e apertura alla diversità.

«Con questo progetto – spiega il presidente del Cip, Luca Pancalli – vogliamo far conoscere, attraverso i nostri campioni le opportunità che lo sport può offrire alle persone disabili, nonché i valori e gli interessi del nostro mondo». La mobilità è infatti un tema centrale per i paralimpici, commenta Pancalli. «Per molti di noi gli spostamenti presentano tante difficoltà. Il nostro Paese deve fare ancora molto per il superamento delle barriere architettoniche. Ma serve un grande lavoro culturale e lo sport, da questo punto di vista, è un amplificatore delle problematiche che i disabili devono affrontare.

I campioni paralimpici chiamati a raccontarsi sono persone che nella vita hanno saputo mettersi in gioco e superare le difficoltà con determinazione e sacrificio e, proprio per questo, possono rappresentare un modello per tutti». Come lo è sicuramente Alex Zanardi, capitano del team dei testimonial. L’attività sportiva può servire ai disabili per far aprire loro gli occhi, spiega il paraciclista. «È assolutamente umano farsi travolgere dallo sconforto quando ci si trova costretti a confrontarsi con la disabilità. Però ci sono diversi modi per riscoprirsi capaci di fare tantissime cose. Da questo punto di vista lo sport è perfetto perché è qualcosa che appassiona facilmente. Attraverso l’agonismo si può andare alla ricerca di risultati che riempiono il cuore di orgoglio e fanno sentire la persona parte attiva di un sistema nel quale non si è un semplice numero ma si può contare e fare la differenza». E allora iniziative come quella degli Ambasciatori dello Sport Paralimpico sono non solo importanti, ma fondamentali, conclude Zanardi. «Perché la scintilla che dà vita al cambiamento dentro se stessi è presente in ognuno di noi, e ad accenderla molto spesso è una forma di ispirazione che gli altri sono capaci di trasmettere».

La Freccia di settembre è disponibile su ISSUU