La Freccia incontra Laura Pausini e Biagio Antonacci

Protagonisti di un grande live show negli stadi italiani

Roma, 1 luglio 2019

di Gaspare Baglio, disponibile anche su issuu.com

Lui la chiama “Lauressa”, lei gli fa eco e si lancia in un “Biagesso”. Ridono, in un gioco di sguardi e battute. La complicità è l’ingrediente (non più tanto) segreto dei live formato stadio di Laura Pausini e Biagio Antonacci. Un viaggio nella storia di due artisti dalle carriere diversissime: lei una star internazionale dalla voce potente abbonata ai Latin Grammy, lui un cantautore che miscela romanticismo e sensualità. Destini differenti che spesso si sono incrociati, cementando un feeling senza precedenti. Archiviate le prime date estive di Bari e Roma, il 4 luglio è la volta di Milano e poi, tappa dopo tappa, verso il gran finale fissato il 1° agosto a Cagliari. Un’amicizia, quella tra Laura Pausini e Biagio Antonacci, nata al Festival di Sanremo ’93, quando lei debuttava con La solitudine e lui veniva consacrato trai i big con Non so più a chi credere.  

Un telegramma ed è nata un’alchimia.
[B] Laura è potente, sincera. E quella sera a Sanremo, cantando La solitudine, è partita in quarta. Sono rimasto folgorato e le ho scritto un telegramma di poche parole.
[L] Parole che mi rimarranno per sempre nel cuore: «Per me sei la più brava. Vincerai tu». Detto da uno di cui avevo il poster in camera, fa il suo effetto. Ho subito sognato un duetto insieme.

Allora passiamo subito ai live: cos’è questa storia che Laura vuole fare troppi medley?
[B] Colpa tua, Laura, metti in giro ‘ste voci.
[L] Senza i miei brani, lo show superava le quattro ore. Così, per inserire i pezzi imprescindibili, abbiamo fatto dei medley. Faccio questo tour per cantare le canzoni di Biagio. Nella prima scaletta non avevo incluso le mie.
[B] (ride, ndr) È vero, aveva messo solo miei pezzi... 

Cosa vedremo on stage?
[L] Ci saranno cose totalmente nuove, anche prima che inizi il live. Bisogna esserci!
[B] La prima novità è che due artisti italiani vanno negli stadi ognuno con la sua storia. Oltre all’amicizia e all’affetto, ci legano tante cose, come i successi condivisi.
[L] Ci ritroviamo a essere tanto affini perché abbiamo diverse cose in comune.

Per esempio?
[L] I nostri genitori ci hanno educato con gli stessi principi. E poi Graziano, il fratello di Biagio, lavora con lui, mentre mia sorella Silvia è nel mio team. Entrambi ricoprono la stessa mansione. Ci siamo anche raccontati vicende private di persone che hanno fatto parte della vita di entrambi.
[B] Nonostante la differenza d’età, lei è più giovane...

Il momento dello show che preferite?
[L] Una sorta di staffetta mentre cantiamo Ritorno ad amare e Convivendo, brani che si legano tantissimo.
[B] Ritorno ad amare è un pezzo che lei canta meglio di me.
[L] Se sei fan, vivi la canzone in maniera diversa, senti la nota che ti mangia la bocca. Invece, Biagio, il tuo momento preferito?
[B] Quando intoniamo pezzi che hanno un significato particolare: Se è vero che ci sei e In una stanza quasi rosa. Ho scoperto che Laura aveva inserito quest’ultimo brano nell’album Io canto e sono rimasto scioccato: non mi aveva detto nulla!
[L] Ha un significato speciale: dà forza alle persone che temono i giudizi. In quel periodo mi ero appena innamorata del mio compagno e avevo tanti timori. Ognuno di noi ha brani che hanno segnato la vita. Moltissimi sono in questo concerto, nei famosi medley.

Sapete che sembrate parenti?
[L] Ho sempre desiderato avere un fratello maggiore e, con Biagio, mi sento libera, come in famiglia. Cosa difficile nel nostro ambiente.

Sarà per questo che ti ha regalato due chicche come Vivimi e Tra te e il mare. Un bell’atto di generosità.
[B] Quei brani li ho composti pensando a Laura.
[L] E si sente. Tantissime altre volte, facendo spesso l’interprete, ho ricevuto canzoni in cui non trovavo neanche un briciolo di me.

[b]È vero che in Francia Tra te e il mare l’hanno scoperta due anni dopo?
[L] Il nostro lavoro è fatto di canzoni e persone che lavorano con noi. Nel 2001 il nuovo responsabile della Warner Music francese, che evidentemente era mio fan, mi supportò moltissimo e volle lanciare il best of usando, come traino Tra te e il mare. Si impose, nonostante gli uffici della casa discografica, negli altri Paesi, avessero storto il naso.
[B] Fu un successo pazzesco: oltre un milione di copie vendute. Questo perché c’è stata una testa che ha fatto rispettare un progetto.
[L] Le persone sono importanti. Noi siamo dei privilegiati, dobbiamo essere gentili con tutti: sai quanti artisti non sono stati spinti perché sgarbati? I piccoli gesti possono cambiare una carriera.

Laura ha fatto dei talent show in Spagna e Messico. E tu, Biagio?
[B] Penso che lo farò più avanti, tutto subito non è bello. In realtà, dopo questo grandissimo tour, vado in pensione.
[L] Capito cosa dice?
[B] Vedremo, qualcosa farò. Però dopo Laura è difficile. È un vulcano: sei le stai troppo vicino ti bruci, se le stai lontano non godi della bellezza. A parte tutto, più avanti la tv mi piacerebbe farla.
[L] In questi live ci sono già cose molto televisive. Cerchiamo stimoli nuovi, ci piacerebbe fare progetti più legati al varietà.
[B] Potremmo anche fare un programma che scopre persone, invece che personalità. Già lo faccio su Instagram, quando intervisto i passanti. Ho sete di esperienze.
[L] Biagio è attratto dalla “normalità”. La sua curiosità lo spinge a conoscere gente fuori dallo showbiz.

Perché, di solito non la trovi?
[B] Quando esci coi colleghi c’è sempre una sorta di confronto. E si cade nel discorso lavorativo, perché questo lavoro è una passione. Amo conoscere persone che hanno avuto carriere diverse, ma sempre pop. Del resto, siamo figli della strada.
[L] Lo ammiro. Ogni tanto mi scrive che deve raccogliere le olive, potare la vigna o tosare l’erba. Ha anche altre priorità.
[B] Lei è sempre stata in giro per il mondo da quando aveva 18 anni. Non come me, che non l’ho mai girato.
[L] Però sei venuto con me in Spagna!

Cosa avete fatto?
[B] Siamo stati benissimo! L’ho accompagnata a ritirare un premio. Ero gasatissimo e ho scoperto l’amore delle persone e degli artisti spagnoli verso Laura. Non la vedono come straniera. E questo cosa vuole dire?

Cosa?
[B] Che mi sentivo figo!
[L] (ride, ndr) Lo adoro, è proprio un piacione!
[B] Be’ ero orgoglioso. Un’esperienza che mi ha portato indietro di 30 anni.

Un disco insieme lo farete?
[B] Non è previsto.
[L] Un po’ mi dispiace, ma questo tour è unico. Chi partecipa, fra 20 anni potrà dire: «Io c’ero!». È l’essenza di tutte le emozioni.
[B] Al giorno d’oggi è una cosa difficile e romantica: tutti farebbero operazioni collegate, fossero al posto nostro. 

Un viaggio nella musica, il vostro, che passa anche dal treno, protagonista del video di In questa nostra casa nuova.
[B] Dio benedica il treno! È una parte di vita, il percorso: puoi ridere, pensare, scrivere, a volte conoscere.
[L] Perché hai fatto un sorrisino su “conoscere”?
[B] Tu guarda la malizia, ma io sono in buona fede (ride, ndr). Comunque il video lo abbiamo fatto con i treni della Fondazione FS.
[L] Dal vivo è così imponente. Bellissimo.

Quindi, amate il treno.
[B] A volte c’è qualche disagio, ma è umano. È la perfezione a essere disumana. Per recuperare non bisogna accelerare, ma andare alla stessa velocità.
[L] Lui affronta la vita così, una filosofia che devo fare mia.
[B] Da lei rubo l’iperattività sul lavoro e l’attenzione: ha una mentalità che fa capire perché è una star a livello mondiale, mentre gli altri sono solo bravissimi cantanti.