Alla Triennale di Milano una mostra dedicata alle teorie di Stefano Mancuso

Un progetto speciale realizzato nell'ambito della 22esima edizione della manifestazione milanese, visitabile fino al primo settembre

3 aprile 2019

L'articolo di Sandra Gesualdi, La saggezza è verde, è disponibile anche su issuu.com

Il pianeta sta soffocando, è surriscaldato, scombussolato climaticamente, molte varietà animali e vegetali sono in estinzione. Occorre trattarlo in modo migliore e concepire un approccio più responsabile con esso e tra tutte le specie che lo vivono, compresa la nostra. Questi i temi cardini della 22esima Triennale di Milano, intitolata per l’appunto Broken Nature: Design Takes on Human Survival e visitabile fino al 1° settembre.

«L’idea è stata quella di guardare alla realtà», afferma la curatrice dell’esposizione Paola Antonelli. «I cambiamenti climatici sono un tema delicato all’ordine del giorno. Vorremmo sensibilizzare i visitatori e far capire loro che ognuno può, quotidianamente, assumere un atteggiamento più etico», spiega.

Tra i 22 padiglioni un’esplorazione approfondita sulla relazione uomo-ambiente, trasformata fino a deteriorarsi nel corso dei secoli, con proposte alternative che provengono dal design non più speculativo ma “ricostituente” e dall’architettura sostenibile.

Una vera e propria rieducazione del genere umano in cui le piante possono salire in cattedra. La mostra immersiva e multimediale La nazione delle piante, uno dei progetti speciali in Triennale, presenta i contenuti scientifici e le teorie, famose in tutto il mondo, di Stefano Mancuso. Il regno verde, secondo il neurobiologo vegetale, è il più esteso e antico del pianeta, sviluppatosi in sintonia grazie a soluzioni di coabitazione non predatorie ma orizzontali.

Una vera e propria lezione di vita quella che l’essere umano potrebbe carpire dagli alberi, che oltre a essere utilizzati per la produzione di energia, cibo, sostanze terapeutiche, materiale, colori e fibre tessili, possono istruirci a salvare il mondo. «Sono organismi dotati di sensibilità, memoria, intelligenza e capacità comunicative», spiega Mancuso, «sono l’interezza della vita, perché noi, insieme agli animali, rappresentiamo lo 0,03% in massa di tutto quello che è vivo, mentre le piante da sole costituiscono l’85%».

In mostra anche documenti che regolano lo Stato verde grazie al suo parlamento immaginario: la più assoluta tutela della diversità, della pluralità, l’assenza di gerarchie e la cooperazione per la convivenza. C’è anche un suggestivo e ipotetico discorso rivolto, da un rappresentante della nazione più estesa del globo all’Onu:
«Coprite di piante le vostre città, non soltanto nei parchi, nelle aiuole, lungo i viali, nei giardini o sui terrazzi, ma avvolgete ogni superficie possibile con esse! Ci adattiamo molto meglio e molto più velocemente di voi. In breve tempo abbiamo imparato ad assorbire più anidride carbonica negli ambienti in cui questa è presente a più alta concentrazione, come le vostre città. Se siamo vicine al luogo di produzione, ne assorbiamo molta di più e la usiamo per crescere. Trasformate le vostre città in giungle urbane e i vantaggi che ne riceverete saranno incalcolabili». Viridi sapientia.