La Freccia: torna a Capri il concorso "Prix Italia"

Il contest internazionale organizzato dalla RAI che premia i migliori programmi radio, tv e web è in programma fino al 29 settembre

di Sofia Mundi, disponibile anche su ISSUU

Cosa unisce Krzysztof Zanussi ed Eugenio Ionesco, premi Nobel e artisti di fama mondiale? Il Prix Italia. Un concorso internazionale che premia i migliori programmi radio, tv e web, nato a Capri 70 anni fa e diventato nel tempo testimone della nostra storia politica e culturale. Lo racconta una mostra allestita nella splendida Certosa di San Giacomo di Capri, in occasione del ritorno della manifestazione sull’isola dov’è nata. Da Capri a Capri, 70 anni di storytelling internazionale è un titolo che riassume più storie parallele e intrecciate. 

Quella del Prix Italia dal 1948 a oggi, quella delle grandi radio di allora, poi diventate aziende multimediali, e della rivoluzione dei costumi nel dopoguerra con la diffusione dei nuovi media.

È il 13 settembre 1948, la guerra è finita da soli tre anni, quando la RAI (Radio Audizioni Italiane) invita a Capri le grandi emittenti nazionali per ripartire insieme nella costruzione di una cultura comune. All’invito rispondono Austria, Cecoslovacchia, Città del Vaticano, Egitto, Radio France, BBC, le radio del Principato di Monaco, Olanda, Polonia, Portogallo, Svezia, Svizzera e Radio Trieste. Belgio, Lussemburgo, Marocco e Finlandia non sono presenti, ma aderiscono all’iniziativa. Anche Unesco e Stati Uniti mandano i loro osservatori. La scelta di Capri non è casuale. Luogo di bellezza, arte e storia, ricca di resti romani, l’isola ha attraversato indenne anche la  guerra. Nazisti, fascisti, ebrei, russi, comunisti hanno condiviso questo piccolo spazio senza scontri, confermando il mito di isola colta e tollerante. Un buon viatico per quel primo incontro in cui viene lanciata l’iniziativa di un concorso internazionale, il Prix Italia appunto, che attragga i migliori talenti contemporanei a lavorare nei nuovi mezzi di comunicazione.

Si parte con la radio, nel ’57 si allarga alla televisione, Internet arriva 40 anni dopo. Carl Orff, Philip Glass, Italo Calvino, Ermanno Olmi, Ken Loach, Beckett, Brecht, Rossellini, Ionesco sono solo alcuni dei nomi parte di questa storia. L’archivio digitalizzato del Prix Italia è una vera e propria antologia multimediale della cultura europea e non solo: ne fanno parte Argentina, Canada, Giappone, Australia e Corea. Una ricchezza che è frutto delle scelte dei grandi media al servizio del pubblico, migliaia di titoli che danno conto dell’evoluzione multimediale dello stile e del gusto dal dopoguerra a oggi. Circa 900 i prodotti premiati che si possono vedere e riascoltare nella mostra caprese.
Immagini, suoni, voci e abiti.

Da Capri a Capri è anche un’altra storia: quella dell’isola che diventa, da rifugio per pochi, mito pop amato nel mondo grazie ai media e alla moda. Dal primo sbarco della RAI, che una fotografia immortala sul battello all’approdo di Marina Grande, le telecamere e i paparazzi iniziano a raccontare Capri, trasmettendone l’iconografia a un pubblico infinitamente vasto e avido di gioia di vivere dopo anni di guerra, privazioni e lutti. Capri vissuta attraverso gli occhi di Jackie Kennedy che passeggia in notturna per una via Camerelle aperta in suo onore. Capri interpretata da Valentino che assiste alle prove della sua sfilata alla Certosa nel ’67.

E ancora, Capri raccontata dalla cronista dell’eleganza Bianca Maria Piccinino che rivela il nuovo stile caprese a partire dai colori, perché, all’epoca, la televisione era in bianco e nero. Gli abiti in mikado di seta dipinti a mano, le fresche cotonine, i pantaloni in shantung sfrangiati nei toni del turchese, del blu, del rosa, del giallo carico, che dominano la natura e il mare dell’isola, tornano con la mostra curata da Fabiana Giacomotti, in collaborazione con il Centro di Produzione di Napoli, Rai Teche e Radio Teche Te, negli stessi luoghi che li videro sfilare 40, 30, 20 anni fa. Ieri. I caftani e i pagliaccetti da mare di Missoni, i “pijama palazzo” di Irene Galitzine intervistata nel ’67 da Benedetta Barzini a Villa Vivara per Linea contro Linea, il primo programma di moda, design e mondanità della storia. Ed è la televisione a fare di Capri, isola di miti ed eccessi e di rifugiati, il luogo solare e pop che è oggi. La storia dell’isola è la storia del cambiamento avvenuto nel dopoguerra italiano e comunicato dai nuovi media nel mondo.

Ora la sfida per i broadcaster è nel racconto digitale, che rischia di frammentare memoria e identità. Sul tema della memoria del futuro, delle storie di oggi che creano la memoria del domani, si confrontano quest’anno i professionisti dei media. Cinquanta emittenti, 250 programmi da valutare, dieci giurie internazionali al lavoro e l’ambitissimo Premio del Presidente della Repubblica. E mentre le giurie lavorano, i protagonisti dei nuovi programmi Rai incontrano il pubblico. Concerti, spettacoli, anteprime animano l’isola azzurra a fine settembre. Fiction, cinema, cultura, musica. Da Punta Tragara al Faro di Anacapri, Radio Rai e i suoi dj set diventano protagonisti delle serate capresi.