“La Torre di Pisa, interventi e studi per la sua Salvaguardia”: conferenza di Michele Jamiolkowski in Italferr

Il Professore Emerito del Politecnico di Torino in visita nella sede centrale della società di ingegneria del Gruppo FS

Roma, 22 giugno 2017

La Torre di Pisa, interventi e studi per la sua Salvaguardia è il titolo della Conferenza tenuta nei giorni scorsi da Michele Jamiolkowski, Professore Emerito del Politecnico di Torino, negli uffici della sede centrale di Italferr. La presentazione è stata dedicata alla memoria di Giuseppe Traini, già Direttore Tecnico della società di ingegneria del Gruppo FS Italiane.

Per Italferr è stata “un’occasione davvero utile e di straordinario interesse avere ospite il Prof. Jamiolkowski, massimo esperto sul tema”, ha ricordato l’AD Carlo Carganico. “Questo ci consente - ha proseguito l’AD - di approfondire argomenti di grande valore culturale e scientifico, valorizzando ancor di più le competenze e conoscenze a tutela e salvaguardia di opere architettoniche e ambiente, asset fondamentali del Gruppo FS e del sistema Italia nel mondo”.

Il Professore Emerito ha illustrato e ripercorso le vicende e le varie fasi costruttive che negli anni hanno interessato la Torre di Pisa, da quando la sua costruzione fu iniziata, secondo il Vasari, da Bonanno Pisano nel 1174. Fin dall'inizio dei lavori la Torre cominciò a inclinarsi verso nord a causa delle condizioni instabili del terreno su cui poggia, un terreno alluvionale di recente formazione.

Quando la costruzione raggiunse il terzo loggiato i lavori furono sospesi e ripresero nel 1272, sotto la guida di Giovanni di Simone, con la costruzione di altri piani fino al settimo ordine. Dopo una nuova interruzione di altri 80 anni, dal 1360 al 1370 ci fu l’ultima fase costruttiva, quella della cella campanaria che fu posta sulla Torre nel tentativo di stabilizzarla. In realtà, le  tante interruzioni dei lavori, da ricercare nelle vicende politiche ed economiche di Pisa, sono state un toccasana dal momento che hanno permesso il lento consolidamento dell'argilla su cui poggia la Torre.

A seguito del cedimento della Torre Civica di Pavia il 17 marzo 1989, il Governo di Giulio Andreotti decise di chiudere al pubblico la Torre di Pisa e di costituire, nel 1990, un Comitato che avesse l’autorità e i mezzi per prevenire tali fenomeni. Il Comitato, internazionale e multidisciplinare era composto da 14 esperti, italiani e stranieri, individuati tra studiosi di alta qualificazione scientifica. Sotto la presidenza del Prof. Jamiolkowski, il  Comitato, dopo aver esaminato e studiato molte proposte, decise di orientare la scelta finale verso la “leggerezza” dell’intervento: salvare cioè la Torre utilizzando le tecnologie più avanzate nel massimo rispetto delle caratteristiche fisiche e storiche del monumento.

Nel 1993 la pendenza della Torre era arrivata a 4,5 gradi e si iniziò a temere un suo crollo. Tra il 1999 e il 2001, a causa della costante instabilità, si attuò l’intervento che fu chiamato di “sotto-escavazione” del terreno. Eliminando una certa quantità di terreno sottostante si ridusse l’inclinazione della Torre di 0,5°, pari a 50 cm, e si valutò che in questo modo si sarebbe fermato il rischio di instabilità prevedendo che la torre potesse rimanere cosi inclinata, salvo piccoli e occasionali movimenti dovuti ai cambiamenti stagionali di temperatura e dei livelli delle acque. Furono anche collocati dei sensori sotterranei che misurano proprio tali variazioni. Grazie a questa tecnica non invasiva, la pendenza della Torre è stata significativamente ridotta  di circa il 10%, mettendola così in sicurezza. Il 17 giugno 2001, giorno di S. Ranieri, dopo 10 anni di studi e ricerche,  la Torre stabilizzata fu riconsegnata alla comunità.

Gli esperti prevedono che  per i prossimi tre secoli questo importante Monumento, simbolo dell'Italia nel Mondo, non corra più alcun pericolo. L’iniziativa è stata curata dall’Unità Organizzativa  Architettura, Ambiente e Territorio.