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“Famiglia Punto Zero”: al Museo MAXXI di Roma l’esperienza di FS Italiane sul Diversity Management

Il Festival laico dedicato alle famiglie che cambiano

Roma, 21 marzo 2016

Le famiglie cambiano e con loro cambia la società, nonostante pregiudizi e luoghi comuni siano ancora duri a morire. Al Museo MAXXI di Roma se ne è parlato nella giornata dedicata all’iniziativa “Famiglia Punto Zero”, primo Festival laico che ieri ha affrontato con una serie di incontri i principali temi d’attualità che riguardano la famiglia italiana moderna e i suoi valori apolitici e universali. 
Nel panel a cui ha partecipato anche il Gruppo FS Italiane era presente, tra gli altri, il ministro degli Affari Regionali e delle Autonomie, Enrico Costa.

“L’essere mamma - ha detto il ministro - implica senza dubbio una sensibilità che rende l’approccio con i mestieri, la burocrazia, la normativa, la politica e la legislazione assolutamente unico”.

Nella sala Auditorium del Museo, relatori, esperti, psicologi e giornalisti per tutta la giornata hanno così animato un dibattito intorno alle principali questioni che negli ultimi venti anni hanno riguardato, mutandolo, il concetto stesso di nucleo familiare, almeno per come è sempre stato tradizionalmente inteso.

Tra i relatori che hanno partecipato all’incontro moderato dal giornalista Andrea Vianello, dal titolo Donne, madri, lavoro, c’erano, per il Gruppo FS Italiane, Sofia Nasi, financed training and Diversity Manager, Silvia Cafagna, head of Social Media di Vodafone, e la giornalista e scrittrice Marida Lombardo Pijola. In questa occasione, FS Italiane ha portato il suo contributo attraverso la testimonianza dell’esperienza del Diversity Management e delle azioni intraprese a favore della diversity di genere.

La ricetta giusta per affrontare questo tema è farsi costantemente domande su che cosa ogni donna vuole essere e in che modo vuole affrontare il mestiere di mamma, dovendolo integrare con altri mille mestieri”, ha evidenziato la relatrice di FS Italiane Sofia Nasi. “Ogni volta che ci limitiamo a immaginare un unico modo di fare le cose, inevitabilmente entriamo nello stereotipo che vincola ogni donna, e ogni uomo, a interpretare un ruolo che non è detto sia il suo. Lo sforzo che bisogna fare è chiedersi costantemente: come voglio interpretare il mio ruolo di mamma, di papà, di lavoratrice o lavoratore? Il tutto partendo dal fatto che se cambia la nostra esperienza professionale, cambiano anche le risposte che dobbiamo darci come genitori”.

Il Diversity Management è proprio questo, ovvero la consapevolezza che l’essere madre, avere orientamenti sessuali differenti, relazionarsi con la multiculturalità, la disabilità, le razze e le diverse competenze sono elementi che rappresentano un valore su cui investire per un miglior funzionamento dell’azienda

Proprio per questo, uno dei percorsi intrapresi dal Gruppo FS Italiane punta con convinzione sulla formazione del personale a sostegno della leadership femminile, intervenendo sui processi lavorativi in modo da contribuire positivamente nella creazione di una cultura libera da pregiudizi e dall’autoesclusione delle donne.

A meno di due settimane dall’evento di Milano al Vodafone Village in occasione dell’iniziativa promossa dalle Nazioni Unite HeForShe (la parità di genere riguarda tutti, anche gli uomini), organizzata da Vodafone Italia e a cui il Gruppo FS ha aderito, ieri al MAXXI Ferrovie dello Stato Italiane, nella sessione curata da “Valore D”, è tornata a ribadire quanto, per un’azienda, la differenza di genere rappresenti una ricchezza nell’organizzazione.

Dal dibattito al MAXXI è emerso come gli ultimi provvedimenti del governo sulle così dette “quote rosa” abbiano avuto i loro effetti positivi nell’incentivare la presenza delle donne nelle grandi società quotate, a testimonianza di quanto la presenza di più donne nei Board produca più presenza femminile nel management.

Anche FS Italiane sta lavorando in questa direzione. Un esempio concreto è dato da Italferr, la società del Gruppo che costruisce le grandi infrastrutture ferroviarie, diventata un benchmark europeo con il suo 23% di presenza femminile. Una tendenza, questa, in continuo miglioramento per un’azienda considerata per definizione tipicamente maschile. 

Altro elemento importante riguarda la maternità, che in Ferrovie dello Stato Italiane può durare sette mesi, sei con la retribuzione del 100% dello stipendio, rispetto ai cinque riconosciuti dalla legge, e il settimo mese all’80%, e questi due mesi in più possono essere utilizzati sia dalle mamme che dai papà. È anche grazie a questo che nel 2014 3.000 papà ferrovieri hanno usufruito di 48 mila giornate di paternità: un risultato considerato entusiasmante.

Terminata la giornata di incontri e dibattiti che hanno visto impegnati i relatori, anche i tanti bambini con i rispettivi genitori hanno fatto ritorno a casa. L’iniziativa “Famiglia Punto Zero” ospitata al MAXXI di Roma aveva infatti previsto un ricco programma di laboratori di gioco, illustrazioni e incontri di filosofia dedicati ai giovanissimi. 

Le numerose famiglie e i tanti bambini che popolavano l’edificio hanno caratterizzato una giornata ricca di studio, ma anche di gioia e spensieratezza trasmessa inevitabilmente dalla presenza dei più piccini. Una cornice caratterizzata dai tanti colori, urla e piacevoli schiamazzi che hanno rappresentato al meglio il senso di questo importante appuntamento: nessuno può avere il monopolio su cosa debba essere una famiglia.

 

FS & #HeforShe