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Roberto Castelli ai microfoni di FSNews Radio

Il viceministro e senatore interviene sui fatti di Viareggio e parla della necessità di avere nuove regole a livello europeo, norme più stringenti e condivise, capaci di individuare eventuali inadempienze, per il trasporto merci su ferrovia
Roma, 3 luglio 2009 

Il vice ministro alle Infrastrutture, senatore Roberto Castelli, intervistato dal capo Ufficio stampa del Gruppo FS, Federico Fabretti, è intervenuto oggi ai microfoni della web radio delle Ferrovie dello Stato per fare il punto sui tragici fatti di Viareggio. Il traffico ferroviario in stazione, seppur progressivamente, è ripreso, e nei prossimi giorni verranno rimosse le cisterne, ma nella città toscana restano il dolore, le macerie, la paura e le domande della gente.

Secondo Castelli, il ministero dovrà innanzitutto attivarsi “affinché fatti di questo tipo non avvengano mai più”. “Per fare questo sarà necessario prima di tutto capire ciò che è veramente accaduto per accertarne, in un secondo momento, le responsabilità, - ha detto il viceministro -. Sul piano europeo esiste invece una direttiva che dovrebbe coprire le norme di sicurezza di tutti i paesi della Comunità”. “Se, ad esempio, un carro merci è stato revisionato e controllato in un paese dell’Unione Eropea - ha spiegato Castelli - non è possibile che poi non possa transitare in Italia, tranne che in presenza di fatti specifici come nel caso della sospensione a titolo precauzionale decisa dalle Ferrovie dello Stato nei confronti della Gatx”. 

Imporre nuove regole a livello europeo, con norme più stringenti e soprattutto condivise diventa quindi una necessità, ribadita nei giorni scorsi anche dal vicepresidente della Commissione europea Tajani e dai vertici del Gruppo FS. Tra le altre cose, nel corso dell’intervista, il senatore Castelli ha sottolineato l’esigenza di modificare il metodo di misurazione dell’usura del mezzo per il trasporto ferroviario di merci. Oggi le revisioni sono di tipo “temporale”, determinate cioè in base agli anni di immatricolazione del carro, mentre per ragioni di sicurezza il metro di misura dovrebbero essere i chilometri percorsi. “ Non voglio anticipare i risultati dell’inchiesta – ha infatti dichiarato Castelli – però, guardando il perno rotto, da ingegnere dico che sembra essersi rotto a fatica, cioè una rottura che non dipende dal tempo, ma dal numero delle sollecitazioni, sostanzialmente da quanti milioni di volte ha girato la ruota. Cioè dai km fatti”. “Non vi è dubbio comunque che sia certamente meno pericoloso trasportare Gpl o altri materiali a rischio in treno, piuttosto che su gomma - ha concluso Castelli - Controllare migliaia di camion e più difficile che controllare un numero limitato di treni”.

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