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A Tiburtina una commemorazione per ricordare la prima deportazione degli ebrei romani
Questa mattina al binario uno della stazione capitolina istituzioni, scuole e personalità della società civile hanno ricordato i tragici fatti del 16 ottobre 1943. Alla cerimonia erano presenti il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, il vicesindaco, Mauro Cutrufo, l'ad e il presidente del Gruppo FS, Mauro Moretti e Innocenzo Cipolletta
Roma, 1 febbraio 2010
Un momento di riflessione per non dimenticare la prima deportazione degli ebrei della Capitale. In queste giornate dedicate al ricordo degli innocenti che morirono, anche Roma ha voluto dare il suo contributo affinché la testimonianza diventi insegnamento e monito per il futuro. L’occasione è stata fornita dalla celebrazione "Il binario della Memoria", svoltasi questa mattina nella stazione Tiburtina da dove il 18 ottobre del 1943 partì un treno blindato sul quale erano stipati uomini, donne e bambini diretti al campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau.
Il rastrellamento nel Ghetto iniziò alle 5.30 del 16 ottobre 1943, quando oltre cento soldati tedeschi circondarono il quartiere ebraico armati di mitra. Contemporaneamente altri duecento si distribuirono in 26 zone della capitale alla ricerca di prigionieri. Furono 1020 gli ebrei di Roma catturati e trattenuti nel Collegio Militare di Piazza della Rovere, pronti per essere spediti, due giorni dopo, ad Auschwitz su 18 vagoni piombati. Il 23 ottobre, all’arrivo sulla "Judenrampe", dopo la “selezione finale”, 824 persone furono immediatamente inviate nelle camere a gas. Gli altri, 149 uomini e 47 donne furono utilizzati come schiavi. Solo 16 di loro tornarono a casa, quindici uomini e l’unica superstite donna.
Al binario uno della stazione Tiburtina, istituzioni, scuole e personalità della società civile hanno voluto ricordare la mattanza di quei giorni con la lettura di brani di Giacomo Benedetti, in un momento di grande commozione e riflessione. Erano presenti alla celebrazione il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, il vicesindaco di Roma, Mauro Cutrufo, il Rabbino Capo della Comunità Ebraica romana, Riccardo Di Segni, il presidente onorario della Fondazione Museo della Shoah, Giovanni Maria Flick, il presidente della Fondazione Museo della Shoah, Leone Paserman, l’ad e il presidende del Gruppo FS, Mauro Moretti e Innocenzo Cipolletta, Riccardo Pacifici e Lello Di Segni, uno dei sopravvissuti alla follia nazifascista. L’importante appuntamento con la storia e la testimonianza ha visto anche la partecipazione di due scuole romane: l’istituto tecnico “Faraday” di Ostia, e i ragazzi della terza media della scuola “Angelo Sacerdoti”.