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Trasporto merci: in Italia troppe viaggiano su strada
Il dato emerge da uno studio dell’Osservatorio Autopromotec su dati Eurostat, Istat e Anfia. Le infrastrutture stradali sono spesso inadeguate, con un elevato grado di congestione del traffico
Roma, 4 luglio 2012
In Italia si investe poco nel trasporto intermodale delle merci. Troppi prodotti viaggiano su gomma, su infrastrutture stradali spesso inadeguate e con consistenti ripercussioni negative sull’ambiente.
E’ il quadro che emerge da un’elaborazione su dati di Eurostat, Istat e Anfia condotta dall’Osservatorio Autopromotec, che è la struttura di ricerca di Autopromotec, la più specializzata rassegna espositiva internazionale delle attrezzature e dell’aftermarket automobilistico.
Una situazione, come sottolinea l’Osservatorio Autopromotec, che dovrebbe essere affrontata con un maggior ricorso all’integrazione del trasporto su strada con altre modalità combinate, come ad esempio quella gomma-ferrovia; con il miglioramento dello stato delle infrastrutture; con l’aumento dell’efficienza della logistica delle merci, ma anche attraverso il contenimento dei consumi di carburante dei mezzi, con grande beneficio sia per i conti dell’autotrasporto, che per la sostenibilità ambientale.
Secondo lo studio, nel nostro Paese il trasporto su strada ha raggiunto nel 2010 ben il 91% del volume totale della movimentazione delle merci, ponendo l’Italia al secondo posto, dopo la Spagna, tra i cinque Paesi europei più importanti con la quota più elevata di trasporto su gomma. Seguono nella graduatoria la Gran Bretagna, la Francia e la Germania. Una realtà, questa, che deve fare i conti oltre che con l’elevato grado di congestione stradale provocato molto spesso dallo stato non adeguato delle infrastrutture stradali, sia sul piano quantitativo, che su quello qualitativo.
In Italia si investe poco nel trasporto intermodale delle merci. Troppi prodotti viaggiano su gomma, su infrastrutture stradali spesso inadeguate e con consistenti ripercussioni negative sull’ambiente.
E’ il quadro che emerge da un’elaborazione su dati di Eurostat, Istat e Anfia condotta dall’Osservatorio Autopromotec, che è la struttura di ricerca di Autopromotec, la più specializzata rassegna espositiva internazionale delle attrezzature e dell’aftermarket automobilistico.
Una situazione, come sottolinea l’Osservatorio Autopromotec, che dovrebbe essere affrontata con un maggior ricorso all’integrazione del trasporto su strada con altre modalità combinate, come ad esempio quella gomma-ferrovia; con il miglioramento dello stato delle infrastrutture; con l’aumento dell’efficienza della logistica delle merci, ma anche attraverso il contenimento dei consumi di carburante dei mezzi, con grande beneficio sia per i conti dell’autotrasporto, che per la sostenibilità ambientale.
Secondo lo studio, nel nostro Paese il trasporto su strada ha raggiunto nel 2010 ben il 91% del volume totale della movimentazione delle merci, ponendo l’Italia al secondo posto, dopo la Spagna, tra i cinque Paesi europei più importanti con la quota più elevata di trasporto su gomma. Seguono nella graduatoria la Gran Bretagna, la Francia e la Germania. Una realtà, questa, che deve fare i conti oltre che con l’elevato grado di congestione stradale provocato molto spesso dallo stato non adeguato delle infrastrutture stradali, sia sul piano quantitativo, che su quello qualitativo.