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Shoah, a Milano Centrale uno spazio per non dimenticare

Presentato il progetto per la realizzazione del Memoriale nella stessa area della stazione da cui gli ebrei furono deportati nei campi di sterminio. Nello spazio messo a disposizione dal Gruppo FS sorgeranno un grande archivio-biblioteca, sale proiezioni, un museo, una biblioteca specializzata, un book-shop. Su una parete i nomi di chi, partito da lì, non è più tornato.
Rendering: ingresso del Memoriale
Milano, 26 settembre 2008

Una parte nascosta della stazione Centrale di Milano. Oltre 7mila metri quadri al di sotto del piazzale dei binari, accessibili da Via Ferrante Aporti. Da qui, dal nascosto “binario 21”, tra il 1943 e il 1944 gli ebrei detenuti a San Vittore venivano caricati sui carri merci e deportati nei campi di sterminio. Ed è proprio qui che sorgerà il Memoriale della Shoah, uno spazio per non dimenticare, nato per iniziativa della Comunità di Sant’Egidio e il sostegno dell’Associazione Figlie della Shoah e della Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea, con l’essenziale supporto del Comune e della Provincia di Milano, della Regione Lombardia e del Gruppo Ferrovie dello Stato.

Il progetto per la realizzazione del Memoriale è stato presentato oggi alla presenza del presidente della Regione, Roberto Formigoni, del presidente della Fondazione Memoriale della Shoah, Ferruccio de Bortoli, e dell’amministratore delegato del Gruppo FS, Mauro Moretti.

Nel progetto del Memoriale, preparato dagli architetti Eugenio Gentili Tedeschi e Guido Morpurgo, troveranno spazio un grande archivio-biblioteca, sale proiezioni, un museo, una biblioteca specializzata, un book-shop ed una parete con i nomi di chi, partito da lì, non è più tornato. L’obiettivo è quello di proporre un luogo della memoria non pensato per essere un museo ma un laboratorio del presente, dove l’intera comunità civile potrà rafforzare la propria memoria collettiva e la propria consapevolezza individuale. Il Memoriale sarà uno spazio vivo, l’unico rimasto intatto in tutta Europa, caratterizzato da una duplice valenza: da un lato luogo del ricordo, dall’altro contenitore, luogo di ricerca e studio e punto d’incontro dinamico tra diverse realtà.

All’ingresso il visitatore attraverserà tre aree tematiche con proiezioni a tutta parete senza sonoro: persecuzione, deportazione e sterminio. Si procederà in un labirinto sonorizzato con le voci delle testimonianze dei sopravvissuti. Nel vano di sollevamento dei vagoni, un periscopio unirà idealmente passato e presente. E sarà riflessa l’immagine del binario esterno da cui partirono i deportati mentre dall’interno del Memoriale si scorgerà il passaggio dei convogli con la quotidianità della vita di stazione.


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