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Viareggio, il viceministro Castelli al Giornale: “La colpa è di una falla nelle leggi Ue”
Il sistema ferroviario ha funzionato regolarmente e solo un carro su 13 ha ceduto. L’esigenza di intervenire con modifiche normative a livello europeo
Roma, 1 luglio 2009
“Penso che dovremo agire sulla legge. Se tutto è in ordine ma la gente muore, vuol dire che c’è un buco nella legge. Mi pare evidente. E quel buco è fra Strasburgo e Bruxelles”. In un’intervista al Giornale in edicola oggi, il viceministro per le Infrastrutture e i trasporti Roberto Castelli parla del tragico incidente di Viareggio e delle cause che lo hanno determinato. “Il treno viaggiava alla giusta velocità ed era tutto in ordine. I segnali hanno funzionato regolarmente, gli scambi, la rete, tutto era a posto. Solo un carro su 13 ha ceduto.” spiega Castelli, che, da ingegnere prima ancora che da viceministro, ricorda che il gpl è un gas molto pesante, “a Viareggio si è sparso per la strada come fosse acqua. Poi alla prima scintilla si è innescato come una bomba”.
Anche se non accetta la teoria della fatalità, Castelli sottolinea che “il mondo contemporaneo deve imparare a convivere con i problemi che pone la nostra civiltà ultramoderna e sofisticata” e sottolinea l’esigenza di risalire alla normativa europea, che “potrebbe avere delle maglie troppo larghe”. Non ci sono comunque, a suo parere, responsabilità per le Ferrovie. “Le premesse della sciagura – ha detto – sono state poste all’estero. La stazione di Viareggio, purtroppo, è solo il punto in cui la bomba è esplosa”.
“Penso che dovremo agire sulla legge. Se tutto è in ordine ma la gente muore, vuol dire che c’è un buco nella legge. Mi pare evidente. E quel buco è fra Strasburgo e Bruxelles”. In un’intervista al Giornale in edicola oggi, il viceministro per le Infrastrutture e i trasporti Roberto Castelli parla del tragico incidente di Viareggio e delle cause che lo hanno determinato. “Il treno viaggiava alla giusta velocità ed era tutto in ordine. I segnali hanno funzionato regolarmente, gli scambi, la rete, tutto era a posto. Solo un carro su 13 ha ceduto.” spiega Castelli, che, da ingegnere prima ancora che da viceministro, ricorda che il gpl è un gas molto pesante, “a Viareggio si è sparso per la strada come fosse acqua. Poi alla prima scintilla si è innescato come una bomba”.
Anche se non accetta la teoria della fatalità, Castelli sottolinea che “il mondo contemporaneo deve imparare a convivere con i problemi che pone la nostra civiltà ultramoderna e sofisticata” e sottolinea l’esigenza di risalire alla normativa europea, che “potrebbe avere delle maglie troppo larghe”. Non ci sono comunque, a suo parere, responsabilità per le Ferrovie. “Le premesse della sciagura – ha detto – sono state poste all’estero. La stazione di Viareggio, purtroppo, è solo il punto in cui la bomba è esplosa”.
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