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FONDAZIONE MEMORIALE DELLA SHOAH DI MILANO: inaugurato il “cuore” del progetto, alla presenza delle massime Autorità Istituzionali e Religiose



Il Presidente del Consiglio Mario Monti ha partecipato alla cerimonia, condotta da Ferruccio de Bortoli e Roberto Jarach. Sono inoltre intervenuti Angelo Scola, Alfonso Arbib, Andrea Riccardi, Giuliano Pisapia, Guido Podestà, Roberto Formigoni, Giuseppe Laras, Mauro Moretti e, in collegamento da Gerusalemme, l’Ambasciatore Italiano in Israele Talò, con un contributo video del Presidente di Yad Vashem Avner Shalev. A chiudere gli interventi Liliana Segre, partita da questo luogo e sopravvissuta al dramma della deportazione
Milano, 27 gennaio 2013 

In occasione del Giorno della Memoria, ha avuto luogo questa mattina la cerimonia inaugurale del Memoriale della Shoah di Milano, unico luogo In Europa ad essere rimasto intatto tra tutte le aree di deportazione verso i campi di concentramento e sterminio.

Il Memoriale sorge infatti laddove tra il 1943 e il 1945 centinaia di ebrei, rastrellati in città e nella regione, furono caricati su vagoni merci agganciati ai convogli diretti a Auschwitz-Birkenau, Bergen Belsen e ai campi italiani di raccolta, come Fossoli e Bolzano. Dagli stessi binari partirono anche numerosi deportati politici, destinati al campo di concentramento di Mauthausen o ai campi italiani.

A tre anni di distanza dalla cerimonia di posa della prima pietra, che ha dato il via ai lavori, grazie al supporto continuativo delle Istituzioni e grazie alle ingenti donazioni pervenute da aziende e privati, i lavori di costruzione sono proseguiti, fino ad arrivare, oggi, all’apertura del principale nucleo del progetto.

Il Presidente e il Vicepresidente della Fondazione, Ferruccio de Bortoli e Roberto Jarach, insieme al Presidente del Consiglio Mario Monti e al Sindaco Giuliano Pisapia, hanno “svelato”, alla presenza della Signora Lily Safra, la targa intitolata a Edmond J. Safra, filantropo e benefattore del Memoriale, scomparso nel 1999.

 «Mio marito Edmond – ha commentato Lily Safra, vedova di Edmond J. Safra - ha sempre nutrito profondo attaccamento e affetto per la meravigliosa città di Milano, ed è sempre stato un generoso benefattore delle istituzioni locali. Sarebbe onorato del fatto che la Piazza, che rappresenta il punto di ingresso al Memoriale della Shoah, sia intitolata a suo nome. Grazie ai programmi di sensibilizzazione sull'Olocausto della Fondazione Safra, portiamo avanti il nostro impegno affinché le generazioni future non ripetano gli errori del passato».

In apertura, de Bortoli ha ricordato che «il Memoriale non rappresenta soltanto un luogo di testimonianza, bensì uno spazio di dialogo e di riflessione, in cui interiorizzare che cosa, per l’umanità, abbia significato la tragedia della Shoah. Tre anni fa si posava qui la prima pietra del cantiere e ora il Memoriale ci apre il suo cuore: ne siamo felici ed orgogliosi, nella consapevolezza di come questo progetto rappresenti un tributo per chi non c’è più». 

«Il Memoriale – ha proseguito il Vicepresidente della Fondazione Roberto Jarach - avrà il compito di svolgere un’opera formativa per lottare contro l’antisemitismo, il negazionismo e contro qualunque forma di intolleranza, aiutando ad educare i giovani per favorire l’integrazione, ora e in futuro, valorizzando le peculiarità di ogni cultura attraverso l’affermazione di saldi valori etici e morali».

Il Presidente del Consiglio Mario Monti, che ha voluto partecipare personalmente all’evento, ha così commentato: «Da alcuni anni il binario 21 della Stazione Centrale di Milano è diventato uno dei simboli della Shoah in Italia: un luogo della memoria. Fare memoria di questo grande male è un dovere civile e umano. Per questo è importante questo Memoriale. Quella della Shoah e dell’antisemitismo omicida è una storia che non passa. Proprio la consapevolezza che le cicatrici sono tuttora visibili ci spinge a continuare a riflettere su una vicenda che ha coinvolto l’intera Europa. Una vicenda la cui storia e memoria non può essere retaggio di una parte soltanto della popolazione, ma deve esserlo dell’intera collettività».

«Non siamo qui a Milano per compiere uno stanco rito. La memoria della Shoah non può essere ritualizzata - ha commentato Andrea Riccardi, Ministro per la Cooperazione Internazionale e l'integrazione - Come la visita ad Auschwitz non è mai un rito, ma un’esperienza che lascia su giovani e meno giovani l’impressione profonda dell’abisso del male nel cuore del nostro continente. Molti sono i motivi che ci spingono a insistere nel riproporre una rilettura attenta della Shoah come un appuntamento della nostra coscienza nazionale ma anche della nostra cultura. Tale vuol essere il Giorno della Memoria”. Riccardi ha aggiunto: “I gravissimi fatti scoperti nei giorni scorsi dalla magistratura a Napoli nell’ambito di un’inchiesta contro gruppi eversivi di estrema destra dimostrano quanto sia necessario tenere alta la guardia contro la xenofobia, l’antisemitismo e il razzismo. Bisogna fermare i predicatori d’odio, che usano Internet per alimentare e, insieme, per diffondere il loro seme di follia e di violenza. Ho già espresso il mio rammarico per non essere riusciti a far approvare prima della fine della legislatura una normativa più efficace e stringente per colpire l’odio razziale su internet, arrivando a oscurare i siti razzisti anche se con sede all’estero e a perseguire i frequentatori abituali. E’ una proposta di legge lungamente studiata dai miei uffici e discussa a lungo con tecnici, giuristi e con gli amici della comunità ebraica, che affido alla prossima legislatura: è un lavoro in stato avanzato, mi auguro che non si debba ripartire da capo. E’ comunque assolutamente urgente che, subito dopo le elezioni, il Parlamento, con un impegno bipartisan, colmi una lacuna legislativa inaccettabile in un Paese civile e democratico».

«Ricordare significa rompere l’indifferenza: la memoria è necessaria perché gli orrori del passato non debbano più riaffacciarsi in una società civile - ha affermato Giuliano Pisapia, Sindaco di Milano - Noi onoriamo i milanesi, gli italiani, gli stranieri condotti su quei treni, che partirono dal Binario 21 per essere condotti in luogo di sofferenza e morte. Noi, quindi, ci impegniamo ad essere nei fatti difensori della libertà e della dignità di ogni uomo. Ringrazio la Fondazione per il Memoriale della Shoah per avere perseguito con tenacia l’obiettivo che oggi insieme abbiamo raggiunto. Un luogo aperto alla città, anche fisicamente, grazie al nuovo piazzale che connette lo spazio del Memoriale al tessuto urbano. Ciò che i nazisti vollero nascondere, noi lo apriamo a tutti. Era un nostro dovere e sono felice che questo obiettivo si sia realizzato».

«Inaugurando il Memoriale della Shoah, consolidiamo un momento di ricordo perenne dell’Olocausto, affinché la malabestia dell’antisemitismo trovi, al binario 21, un adeguato antidoto all’insorgere dei nuovi fanatismi – ha dichiarato il presidente della Provincia di Milano, Guido Podestà - Il Milanese sentiva la necessità di offrire ai suoi cittadini l’autentica testimonianza di un dramma per il quale anche le nuove generazioni, a distanza di anni, mostrano una forte sensibilità. D’altro canto, esistono, purtroppo, pure fenomeni di negazionismo che sono indegni per un Paese civile. Il Memoriale, che ci consentirà di riflettere sulle atrocità commesse contro gli ebrei e le altre minoranze etniche, costituirà, dunque, allo stesso modo dei “Viaggi della memoria” promossi dall’Amministrazione, un presidio dedito alla riflessione. Come disse Primo Levi “se comprendere è impossibile, conoscere è necessario”: Tutti, nessuno escluso, devono, perciò, maturare un approccio culturale adatto ad approfondire l’Olocausto. Affinché ciò che è accaduto mai più si ripeta».

«Il Memoriale della Shoah di Milano consente di far vivere la memoria nella coscienza e nella vita di ciascuno di noi. La memoria è il filo che deve legare le generazioni, tracciando un percorso nella coscienza collettiva, perché ognuno impari a combattere l’indifferenza, a ripudiare ogni forma di integralismo e di estremismo, per costruire una società fondata sul rispetto della dignità di ogni essere umano, perché non possa mai più accadere ciò che allora è accaduto» ha detto Roberto Formigoni, Presidente della Regione Lombardia.

Rav Giuseppe Laras, Presidente emerito ed onorario dell'Assemblea Rabbinica Italiana ha commentato: «La memoria degli uomini e degli accadimenti si consuma, tendendo a dissolversi. Al di là di previsioni sconsolanti, dobbiamo trasmettere la memoria, senza preoccuparci che, prima o poi, questo impegno, che è anche un esigenza dello spirito, possa forse risultare improduttivo o inutile. Ognuno di noi agisca ignorando quel giorno, testimoniando ed educando».

«Con il Memoriale - ha sottolineato l'Amministratore Delegato di FS Italiane Mauro Moretti - uno spazio della stazione dimenticato torna a testimoniare la tragedia più grave della storia contemporanea. Quello che fu il luogo del dolore, della persecuzione, della vergogna è diventato un luogo di conoscenza, di dialogo tra le culture, di civiltà. Un luogo per ricordare e insieme un luogo per confrontarsi, studiare, approfondire. Riapre uno spazio chiuso per anni, quasi nascosto, tanto da sembrare lontano dal via vai dei viaggiatori, dei treni e dalla vita di tutti noi. Un luogo che è stato testimone muto di un dolore, di forzate partenze verso il dramma più grande della nostra storia. Torna a vivere uno spazio per ricordarci di ricordare, per condividere ed elaborare memorie. Perché sugli orrori del passato possano riflettere anche le prossime generazioni».

La cerimonia ha inoltre ospitato un collegamento in diretta da Gerusalemme con Francesco Maria Talò, Ambasciatore italiano in Israele, con un contributo video del Presidente di Yad Vashem Avner Shalev.

A concludere la cerimonia è stata Liliana Segre, che dal Binario 21, all’età di tredici anni, partì il 30 gennaio 1944 con suo padre, morto ad Auschwitz. Liliana Segre è una dei pochissimi superstiti: dei 605 ebrei deportati quella mattina tornarono a casa soltanto in ventidue. «La memoria del giorno in cui fui deportata con mio padre e con tante altre persone innocenti – ha raccontato - rievoca in me lo stupore enorme di una ragazzina che, partita tante volte da questa stessa stazione per le vacanze, in quell’occasione veniva invece spinta con violenza per essere caricata sui vagoni che ci avrebbero portati ad Auschwitz. La violenza fu terribile, ma l’indifferenza è stata ed è, tuttora, ancora peggiore. Vorrei che di questa tragedia si ricordassero non solo i sopravvissuti, ma soprattutto chi, deportato insieme a me, non è più tornato ed è morto senza tomba, per la sola colpa di essere nato ebreo. La nascita del Memoriale, oggi, restituisce, almeno in parte, la voce a chi non è più tornato a casa».

Il “cuore” del Memoriale, ovvero l’area dedicata alla testimonianza degli eventi che vede oggi la luce per la prima volta, è composto dall’Atrio, ovvero l'ingresso originario alle aree di manovra in cui nel 1944 entrarono i camion che trasportavano i deportati; l'Osservatorio, un elemento di forma tronco-conica caratterizzato da un sistema di vetri e lenti; il Monolite, un prisma sospeso nel quale vengono proiettati video interattivi tramite funzioni touch screen, e la Sala delle Testimonianze, una serie di superfici di proiezione e sette spazi virtualmente cubici. Proseguendo nel percorso, si incontrano poi il Binario della Destinazione ignota, banchina originariamente utilizzata per il carico e scarico dei vagoni postali; il Muro dei Nomi, sul quale si leggono i nomi di tutti coloro che furono deportati dalla Stazione Centrale di Milano alla volta dei campi di sterminio e, infine, il Luogo di Riflessione, un allestimento isolato rispetto agli altri spazi, creato per favorire il raccoglimento dei visitatori.

Per un primo periodo, l’area del Memoriale inaugurata oggi sarà aperta su appuntamento alle visite di scolaresche milanesi e nazionali, in attesa di divenire accessibile al pubblico su base continuativa, quando saranno ultimati tutti i lavori necessari al completamento dell’intero progetto. In particolare, tali lavori interesseranno l’area denominata Laboratorio della Memoria, in cui saranno collocate la Biblioteca, che ospiterà fino a 45.000 volumi e in cui confluirà il patrimonio di conoscenza raccolto dal Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea, e l’Auditorium.

Da oggi, inoltre, e per i prossimi mesi, all’interno del Memoriale sarà visitabile, sempre per le scolaresche e su appuntamento, la mostra dal titolo “Viaggio nella memoria: Binario 21”, a cura dell’Associazione Figli della Shoah: un percorso espositivo che ricostruisce la storia di alcune delle persone partite da questo binario fantasma, nascosto sotto la Stazione Centrale, e destinate alla morte. Una storia tutta italiana che non riguarda solo gli ebrei, ma l’umanità intera, raccontata attraverso 34 pannelli arricchiti da fotografie di documenti originali e immagini d’epoca.

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