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Moretti a Sky TG 24: “Il sistema ferroviario ha funzionato. Occorrono normative europee omogenee”

In una lunga intervista in diretta, l’ad del Gruppo FS ha oggi affrontato i temi legati al tragico incidente di Viareggio. La rottura dell’asse di un carro serbatoio all’origine dell’accaduto. L’esigenza di disporre di un quadro legislativo coerente e univoco, adeguato alla liberalizzazione in atto, soprattutto per l’emissione delle licenze e dei certificati di sicurezza. Le Ferrovie dello Stato, in base a statistiche internazionali, restano le più sicure d’Europa
Roma, 1 luglio 2009

“Ieri mattina ho avuto il coraggio di dire subito in modo chiaro cos’è avvenuto a Viareggio e l’ho fatto per tranquillizzare la gente, perché non c’erano e non ci sono problemi al sistema. Tutto ha funzionato. L’incidente è stato causato dalla rottura di un asse del carro che poi è sviato, non di proprietà di Ferrovie dello Stato, come ampiamente riportato dalla stampa” ha dichiarato Mauro Moretti, ad del Gruppo FS, nell’intervista concessa a Sky TG 24, oggi alle 14,30. “La rete italiana è la più sicura d’Europa. Non sono io a dirlo, ma le statistiche internazionali che ci piazzano prima di Francia e Germania, due dei più ricchi ed evoluti Paesi europei in campo ferroviario”.

“Negli ultimi anni abbiamo avuto tassi d’incremento della qualità eccellenti – ha continuato Moretti – e non si devono confondere gli sforzi che abbiamo fatto per ripianare il bilancio, con gli investimenti in sicurezza. Per noi ferrovieri, la sicurezza viene al primo posto, è sacra”.

Il fatto è che oggi sulla rete ferroviaria delle Ferrovie dello Stato non viaggiano più solo convogli delle FS. La liberalizzazione in corso, come ha sottolineato la conduttrice Paola Saluzzi, ha aperto il mercato a tutte le società ferroviarie italiane e estere in possesso di licenza e autorizzazione, lasciando spazio anche a problemi di sicurezza. “Come tecnico ferroviario esperto e presidente delle ferrovie europee, ho sempre considerato la liberalizzazione un fatto positivo – ha commentato il numero uno delle ferrovie italiane – Da soli, non possiamo competere con mercati grandi come quello indiano o cinese. O ci diamo una dimensione europea, o soccombiamo. E’ necessario però adeguare le normative dei diversi Paesi”.

“La prima cosa da fare è l’omogenizzazione delle normative – ha incalzato Moretti - partendo proprio dall’emissione delle licenze e dei certificati di sicurezza. Oggi, in Europa, sulla sicurezza ferroviaria, c’è un mosaico di norme nazionali che hanno interpretato in vario modo le direttive UE”.

“Gli italiani devono abituarsi che liberalizzazione vuol dire anche privatizzazione – ha spiegato l’ad del Gruppo FS – Prima c’era solo “mamma” Ferrovie dello Stato che rispondeva per tutto. Ora è normale avere una locomotiva di Trenitalia che traina un treno formato da vagoni di proprietà di diverse società americane, tedesche o polacche, che magari, a loro volta, hanno affittato i carri ad altri”.

“Per questo proprio noi delle FS abbiamo spinto perché nascesse un’Agenzia Nazionale per la sicurezza ferroviaria – ha sottolineato ancora Mauro Moretti – Ci siamo privati dei nostri 100 migliori tecnici per darli all’Agenzia Nazionale, proprio per non essere accusati di essere arbitro e gestore al tempo stesso. L’Agenzia, infatti, è un ente esterno, indipendente, che garantisce per tutti la sicurezza del trasporto ferroviario in Italia”.

“Chi ci accusa poi di ridurre la sicurezza perché chiudiamo alcuni scali merci – ha concluso l’ad – è un analfabeta in campo ferroviario e in malafede, dato che gli scali merci che scegliamo di lasciare aperti sono i più moderni e fuori dai centri abitati. A tutto vantaggio della sicurezza, naturalmente”.

Nel corso della trasmissione, Moretti ha anche illustrato con un disegno la sezione trasversale dell’asse che ha ceduto ieri a Viareggio, evidenziando come si è danneggiato. “Solo un terzo dell’asse era sano, i restanti due terzi si erano fessurati progressivamente. Cambiare la normativa sui controlli? Non solo sono d’accordo sull’esigenza di passare da un sistema a tempo a uno basato sui chilometri percorsi e il peso trasportato dai carri: di questa proposta mi sono fatto io stesso promotore. E sostengo anche che, in uno scenario di liberalizzazione, anche le flotte delle compagnie private dovranno riuscire a raggiungere gli standard di sicurezza delle FS”.

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