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Preganziol, il Gruppo FS precisa: “Senza biglietto non si viaggia”

Venezia, 22 novembre 2010

In merito alla ricostruzione dei fatti di Preganziol, riportata dagli organi di informazione, il Gruppo FS precisa che venerdì 19 novembre la Polizia Ferroviaria di Venezia ha informato le Ferrovie dello Stato che nessun tifoso dell’Unione Venezia avrebbe usato il treno per la trasferta a Treviso. Sabato 20 novembre, invece, 95 tifosi ultrà del Venezia sono partiti con il R 2450 Mestre - Treviso, regolarmente muniti del biglietto di andata dopo la regolarizzazione da parte del personale FS.

Va sottolineato che il Comitato Analisi per la Sicurezza delle Manifestazioni Sportive del Ministero dell’Interno (CASM) aveva indicato come “ad alto rischio” l’incontro Treviso-Unione Venezia e aveva invitato il Prefetto di Treviso a chiudere il settore ospiti e vietare la vendita dei biglietti dello stadio a soli residenti nella Provincia di Treviso.

Come richiesto dal Questore di Treviso, al treno 2450 è stata assegnata una fermata straordinaria a Preganziol. Qui, in seguito a disordini e tensioni, le Forze dell’Ordine hanno deciso di far tornare i tifosi a Mestre con il R 5971, ma una gran parte di questi si è rifiutata di pagare il biglietto.

Nel rispetto della linea di legalità adottata dall’Azienda negli ultimi anni e concordata e condivisa col Ministero dell’Interno, il R 5971 è stato fermato per verificare il possesso dei biglietti. Nonostante vari tentativi, i tifosi hanno ostacolato il servizio di controllo che si è potuto svolgere solo dopo la ripetuta insistenza del personale di Trenitalia salito a bordo. Per svolgere tutti i necessari controlli - durante i quali sono stati individuati 39 tifosi sprovvisti di biglietto - il treno è rimasto fermo 85 minuti, con grave disagio per i passeggeri che avevano regolarmente pagato il ticket. Gli ultrà hanno acquistato i biglietti anche in seguito dell’intervento del sindaco di Preganziol.

Il Gruppo FS sottolinea ancora una volta che tutti devono rispettare una semplice regola: senza biglietto non si ha diritto a viaggiare. Questa linea di condotta, adottata anche nel rispetto di quanti il biglietto lo pagano sempre, ha portato negli ultimi anni a una drastica diminuzione dei danni causati dai tifosi ai treni, agli altri passeggeri e al personale ferroviario. Le Ferrovie dello Stato approvano l’operato dei propri dipendenti sul posto e manifestano stupore per aver appreso dalla stampa che siano stati ipotizzati reati a carico di Trenitalia, come l’interruzione di pubblico servizio e l’inosservanza di un ordine impartito dall’autorità di pubblica sicurezza. L’unica richiesta trasmessa al Gruppo FS dal Questore di Treviso, di fermare il treno straordinariamente a Preganziol, è stata infatti accolta.

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