Foto cover © Archivio Fondazione FS Italiane

Immersa nella natura incontaminata, tra faggete e castagneti secolari, a pochi passi dalla splendida abbazia di Sant’Antimo, nel Comune di Montalcino (SI), fa capolino la stazione di Monte Amiata. È situata lungo la Asciano-Monte Antico, una linea aperta al traffico nel 1872 per creare un collegamento tra le località montane della Toscana e la Maremma, per poi confluire nella ferrovia Tirrenica.

 

L’importanza strategica dello scalo si intuisce ancora oggi, grazie all’ottimo stato conservativo delle strutture ancora presenti: l’ampio piano di stazione con il binario a incrocio, la gru di carico, la pesa a ponte, il grande piazzale e il magazzino. Qui il traffico merci è stato protagonista già dalla fine del XIX secolo. Prodotti agricoli, bestiame e soprattutto carbone vegetale iniziavano il viaggio in questa stazione, per poi raggiungere i centri di stoccaggio a Roma e Firenze.

 

Un’altra testimonianza del passato è costituita dall’imponente presenza delle due cisterne in cemento, grazie alle quali l’acqua proveniente dal vicino fiume Orcia poteva essere utilizzata per le locomotive a vapore. Il traffico viaggiatori non era secondario, come testimonia la grandezza del fabbricato di stazione su tre livelli, con il piano terra diviso tra sala d’attesa, biglietteria e locale per il ristoro.

 

Nella seconda metà del XX secolo inizia il graduale declino della linea. Le zone limitrofe sono per lo più agricole e boschive e l’abbandono delle campagne negli anni ’50, lo sviluppo dell’automobile e la chiusura delle miniere di mercurio del Monte Amiata fanno il resto, rendendo quasi inutilizzato il servizio ferroviario, tanto che il 27 settembre 1997 l’intera linea viene chiusa.

 

Qualche anno dopo però, grazie al turismo, torna a una nuova vita. Nel 2014 la Asciano-Monte Antico entra ufficialmente nel progetto Binari senza tempo, formula innovativa di turismo sostenibile a cura di Fondazione FS Italiane. Così i 50 chilometri della ferrovia della Val d'Orcia accompagnano il viaggiatore alla scoperta di incredibili e variegati paesaggi, attraverso uno dei territori più affascinanti della Toscana che nel 2004 ha meritato l’inserimento nel Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’Unesco.

 

Oggi la stazione di Monte Amiata ha ritrovato la centralità di un tempo, trasformandosi da punto di arrivo delle merci a punto di partenza per itinerari in mountain bike e a piedi immersi nella natura, lontani dal traffico della modernità.

Articolo tratto da La Freccia