In cover, Santo Stefano di Sessanio (AQ) © e55evu/AdobeStock

Le strutture turistiche seguono le disposizioni definite dalla classificazione delle regioni

L’idea dell’ospitalità diffusa nasce dall’intuizione di Giancarlo Dall’Ara, esperto di marketing nel turismo che, dopo il terremoto del 1976, utilizza questo modello urbanistico per far rinascere i borghi friulani devastati dal sisma.

 

Paesi che sarebbero stati destinati all’estinzione diventano alberghi diffusi con uno sviluppo orizzontale e non più verticale. L’ospitalità, pertanto, non avviene nelle tradizionali strutture alberghiere ma in edifici storici riadattati e in case private che accolgono i visitatori. Un’esperienza innovativa nella quale le comunità locali sono protagoniste con la loro storia, le loro tradizioni, le loro eccellenze. Un territorio narrato dove anche le ricadute economiche e occupazionali sono condivise in modo equo dalle comunità.

 

L'ospitalità diffusa è una formula sempre più praticata in tutta Italia, e le previsioni per il 2021 ne confermano la crescita. Dovremo, purtroppo, ancora convivere con il Covid-19, i flussi turistici saranno soprattutto nazionali e di prossimità. Avremo ancora delle limitazioni di movimento ma non certo di esperienze ambientali, enogastronomiche, culturali, di avventura e relax.

 

Labro, in provincia di Rieti, era il borgo degli scomunicati. Il rifugio, tra Umbria e Lazio, di nobili e borghesi che soccombevano nelle dispute cittadine. L’albergo diffuso Crispolti è strutturato in sette abitazioni autonome nel cuore urbanistico del paese, tutte prive di televisione per non rompere la magica atmosfera medievale. È meraviglioso svegliarsi con la vista sul Lago di Piediluco e la Valle Santa ascoltando i passi dei contadini che si recano al lavoro nei campi vicini.

 

Vivere in una casa torre è invece quello che attende i visitatori al Sextantio, a Santo Stefano di Sessanio (AQ), lungo l’Appennino abruzzese. Siamo poco lontani da Campo Imperatore, le abitazioni sono strette e alte, appunto torri militari che dovevano difendere l’antico borgo e le strade di collegamento tra Roma e l’Adriatico dalle incursioni nemiche. Alcune case sono state ricavate anche dai passaggi coperti tra una torre e l’altra.

 

A Portico di Romagna (FC) la struttura urbanistica è stata plasmata dalla sua storia, tra il XIII e XIV secolo: la parte alta ospita il castello e la pieve, al centro i palazzi padronali e in basso le case di artigiani e contadini. L’albergo diffuso Al Vecchio Convento asseconda la matrice secolare del paese nei cui dintorni s’incontrano due straordinari luoghi danteschi: la Cascata dell’Acquacheta e l’abbazia di San Benedetto in Alpe – che accolse il Sommo Poeta esiliato dalla sua amata Firenze – descritte con delicata nostalgia nel XVI Canto dell’Inferno.

Borgo medievale di Peccioli (PI) © Marco Taliani/AdobeStock

Il borgo medievale di Peccioli (PI), tra Siena, Pisa e Firenze, accoglie i suoi visitatori in dieci alloggi denominati chiassi, ciascuno diverso dall’altro. Il nome degli appartamenti non inganni: Peccioli è una vera e propria oasi di pace. Il luogo più indicato per una vacanza contemplativa tra le grandi foreste di pini selvatici che circondano il borgo, il castello e la rocca di Castruccio Castracani, il Parco preistorico e il Museo delle icone russe.

 

A Sauris invece, in provincia di Udine, l’albergo diffuso ha salvato il paese della Carnia dall’abbandono dopo il terremoto del 1976. Condiviso da tutta la popolazione, ha innescato il recupero di stalle, fienili e abitazioni che sono state trasformate in strutture ricettive. I tetti sono in scandole di larice, i muri in pietra sono edificati attraverso la tecnica del blockbau, con tronchi di legno sovrapposti incastrati agli angoli. Il riscaldamento è con stufa a legna e la ricchissima colazione viene servita in cesti di vimini vicino al caminetto: formaggi, burro e marmellata, biscotti e latte appena munto.

 

Torre Soca, a Lovere (BG), è adagiato sulle sponde del Lago d’Iseo. Una sorta di anfiteatro naturale con vista incantevole sull’Adamello. La passeggiata sul lungolago è arricchita da giardinetti rilassanti e alberature secolari. La storia del borgo è raccontata dalle sue torri più importanti, Torre degli Alghisi, Torre Soca e Torricella. Da non perdere la Pinacoteca Tadini, nell’omonimo palazzo, e molto suggestiva l’atmosfera all’alba e al tramonto, quando la luce si riflette sulle abitazioni in roccia dolomia rosa generando effetti emozionanti.

 

A pochi chilometri da Ventimiglia, si trova invece l’ecovillaggio Torri Superiore (IM). Un incantevole mosaico di casette abbarbicate sulla roccia lambita dal mare blu intenso. Qui si può restare per ore ad ammirare il lavoro dei pescatori o esplorare le sponde del Bevera che forma vasche naturali perfette per un bagnetto indimenticabile.

Sauris (UD) © Nicola Simeoni/AdobeStock

La Campania è ricca di location dedicate all’ospitalità diffusa. Il borgo di Terravecchia, casa del Giffoni Film Festival, ospita convegni internazionali, la vicina Sieti è invece il paese albergo della nocciola tonda dal gusto inimitabile. In Costa d’Amalfi l’accoglienza diventa arte a Furore, paese dipinto con murales realizzati da artisti provenienti da tutto il mondo tra le case che ospitano i turisti, mentre a Conca dei Marini si gusta la celebre sfogliatella Santa Rosa di Pansa e le delizie al limone di Sal de Riso.

 

In Puglia Borgo Egnazia, a Savelletri di Fasano (BR), permette di scoprire la civiltà messapica. Orazio la ricorda in una satira che racconta il suo viaggio da Roma a Brindisi. Il suo patrimonio archeologico è tra i più importanti del meridione d’Italia, a partire dalle ceramiche del IV e III secolo a.C.

 

Anche le nostre due isole principali sorprendono. Donnalucata è il classico borgo di pescatori siciliani dove le case che accolgono i viaggiatori si affacciano su due spiagge dorate meravigliose. Qui si compra il pesce appena tirato su dalla rete, ma la principale attrazione è il lungomare di via Marina con gustosissime gelaterie e le celebri trattorie del Commissario Montalbano. Nella serie tv tratta dai romanzi di Andrea Camilleri via Marina è diventata, infatti, il lungomare di Marinella tanto amato dal personaggio interpretato da Luca Zingaretti.

 

Bisos, a Paulilatino, in provincia di Oristano, è circondato da sugherete e sorgenti che alimentano il pozzo sacro di Santa Cristina, di epoca nuragica, dedicato al culto dell’acqua. I tempi di questo borgo a ospitalità diffusa ecosostenibile sono quelli lenti e meditativi degli allevatori di pecore che producono l’ottimo casizolu, un formaggio presidio Slow Food. E sono quelli perfetti per non sentire la mancanza dell’orologio o della connessione WiFi.  

Articolo tratto da La Freccia