È l’intermodalità la chiave sostenibile per ridurre quel 25% di emissioni di gas a effetto serra che l’intero settore dei trasporti produce in ambito europeo. Il contributo del Gruppo FS, insieme ad un rinnovamento del settore aereo, potrà rappresentare un fattore abilitante per sviluppare il trasporto intermodale di persone e merci attraverso interconnessioni tra aeroporti, città, porti e territori. Di questo si è discusso questa mattina durante il secondo ADL Aviation Talks organizzato da Arthur D. Little, dal titolo: Verso un’aviazione a impatto zero a cui ha preso parte, tra gli altri, Fabrizio Favara, Chief Strategy Officer del Gruppo FS Italiane.

 «Il Gruppo FS sta aumentando e potenziando l'accessibilità ai territori, partendo dai collegamenti tra i nodi di trasporto, come aeroporti e stazioni. Stiamo lavorando per realizzare nuovi collegamenti ferroviari con gli aeroporti e connetterli con destinazioni oggi non servite direttamente da voli aerei, in una logica di servizio integrato hub-spoke. Per una vera intermodalità è importante che tutti gli stakeholder lavorino insieme, valorizzando i differenti servizi di trasporto».

Un esempio di quanto si stia facendo in ottica intermodale e che ottiene il gradimento dei passeggeri nello scambio tra ferrovia e aeroporti lo ha fornito Favara aggiungendo «Il servizio Leonardo Express, che con fino a 126 treni al giorno collega la stazione ferroviaria di Roma Termini a Fiumicino Aeroporto, ha raggiunto quest’estate i livelli pre covid (2019) in alcuni giorni anche superandoli, con oltre 350.000 passeggeri al mese».

Per favorire l’intermodalità sostenibile e l’integrazione fra treno e aereo il Gruppo FS ha firmato lo scorso marzo un accordo con Aeroporti di Roma che ha come obiettivo lo sviluppo di prodotti integrati mediante l’implementazione di accordi commerciali con vettori aerei su Fiumicino Aeroporto per connettere i reciproci sistemi di vendita e distribuzione.