Dietro ad ogni grande vino, c’è sempre un grande enologo. E’ vero che la parte fondamentale della produzione avviene in campagna, in vigna, ma è pur vero che anche in quel momento e nella delicata fase della vinificazione, sono la capacità, l’esperienza e la passione dell’uomo a individuare e porsi come obiettivo il miglior vino possibile. Una professione che nel corso del tempo è cresciuta e si è trasformata in un affascinante binomio tra scienza e intuizione, tra concretezza e fantasia, tra rigore e sensibilità. Tutti aspetti che disegnano il profilo dell’enologo differenziandone le attitudini.

Foto: una veduta di Vallepicciola

Oggi sono i corsi di laurea in enologia a formare chi intraprende questo percorso professionale e le università pongono molto impegno nella ricerca e nell’analisi, spesso fondamentale non solo per produrre un vino, ma per conoscere a fondo e innanzitutto le caratteristiche del vitigno. Ciascun territorio vinicolo esprime differenti caratteristiche e necessità, e allo steso modo esistono differenti approcci enologici capaci di interpretare e “maneggiare” il vitigno.  A Vallepicciola, realtà vitivinicola di 105 ettari, nel cuore del Chianti Classico, a Castelnuovo Berardenga (SI) l’enologo Alessandro Cellai punta sul futuro: “Tra il 2022 e il 2023 usciremo con quattro nuove, importanti, referenze. Un Sangiovese, un Cabernet Sauvignon, uno Chardonnay e un taglio bordolese”.

Foto: botti di vino

Arrivato a Vallepicciola come enologo e direttore generale nel 2020, Cellai è stato allievo e amico di una delle figure più importanti dell’enologia italiana: Giacomo Tachis, l’uomo che ha contribuito alla creazione di vini iconici come Sassicaia e Tignanello e che ha forgiato il talento del suo miglior allievo portandolo ad un altissimo livello di professionalità.

Foto: Giacomo Tachis

Cellai sintetizza così il suo modus operandi: “In ogni vino devono essere sempre riconoscibili territorio, vitigno e stile di chi lo ha prodotto”. “Ogni enologo concretizza con il proprio lavoro i suoi punti fermi e le sue caratterizzazioni - prosegue Alessandro Cellai - ma è inevitabile che la mia formazione sia stata condizionata molto dalla frequentazione con Giacomo Tachis”. Venticinque anni rappresentano un periodo professionale molto lungo che ha consentito a Cellai di portare avanti e interpretare in maniera moderna, la filosofia e le idee che Tachis gli ha consegnato. “L’enologo deve saper dare marcatori definiti che permettano di ricondurre la degustazione al territorio”. L’altra parola che definisce il lavoro di Cellai è stile.

Foto: botti nella cantina

A Vallepicciola, è molto interessante il lavoro svolto sul Pievasciata Pinot Nero, introdotto con la vendemmia 2020, dove territorio e azienda sono estremamente caratterizzati per offrire un vino fresco, bevibile, ben leggibile sia da esperti che da winelovers. Un vino recepito con entusiasmo sin dal suo esordio sui mercati. Per il prossimo biennio Alberto Colombo, amministratore delegato dell’azienda e Alessandro Cellai hanno progetti molto interessanti che porteranno belle novità. Primo tra tutti un Sangiovese in purezza, destinato a chiamarsi, non a caso, Vallepicciola come l’azienda: “L’annata sarà la 2020, con uscita prevista per il 2022/2023. Un vino che mi rappresenta totalmente, tanto da poterlo presentare come vino simbolo dell’azienda» commenta Cellai.

Foto: Alessandro Cellai

Nel 2022 sarà pronto il vino fiore all’occhiello di Vallepicciola, il Miglioré, taglio bordolese, tiratura molto limitata, vendemmia 2018. Novità del 2023 saranno invece il Vallepicciola Bianco, uno Chardonnay in purezza di grande struttura, ed il Cabernet Sauvignon in purezza, che andrà a completare la gamma dei vini prodotti con vitigni internazionali. Il panorama ampelografico di Vallepicciola è composto da Sangiovese per circa un terzo, oltre a 6 vitigni internazionali; per l’enologo Alessandro Cellai è importante che ogni vitigno sia gestito con la massima sensibilità, a partire dal vigneto fino al momento dell’imbottigliamento. Solo così è possibile portare all’interno della bottiglia la caratterizzazione del vitigno, del territorio e l’anima di chi lo ha prodotto.