In apertura: Giacomo Balla, La fidanzata a Villa Borghese (1902)

Alla Galleria d’arte Moderna di Milano c'è da scoprire la splendida mostra Divisionismo. 2 Collezioni, dedicata alla meravigliosa stagione divisionista, di cui le due rispettive collezioni (all'interno dell'esposizione) conservano le opere dei più significativi esponenti.

 

Curata da Giovanna Ginex in collaborazione con GAM, fino al 6 marzo 2022 la mostra -  attraverso trenta opere, allestite in cinque sezioni - mette a fuoco elementi caratterizzanti l’esperienza divisionista, i suoi protagonisti e gli artisti che furono loro sodali come, tra gli altri, Giacomo Balla, Tranquillo Cremona, Emilio Longoni, Angelo Morbelli, Plinio Nomellini e Paolo Troubetzkoy.

 

Del resto il capoluogo meneghino è stato fondamentale per il Divisionismo: qui studiarono molti dei suoi interpreti, trovando ispirazione per opere di denuncia sociale. Ed esponendo per la prima volta alla Triennale di Brera del 1891. Le tele ambientate a Milano divennero, poi, spazi in cui indagare temi e icone di contemporaneità, progresso e antiche e nuove marginalità.

 

Per questo il progetto nasce proprio a partire dal desiderio di offrire un sguardo inedito, “dall’interno”, sul Divisionismo e i Divisionismi, con le differenti evoluzioni tecniche e declinazioni tematiche.

Emilio Longoni, Disegni per un affresco. Maria Maddalena ai piedi della Croce (1897)

Le sezioni della mostra sono cinque. In La Scapigliatura: nuove sperimentazioni tecniche, attraverso le opere si colgono i caratteri formali alla base delle sperimentazioni divisioniste. Con temi e soggetti di gusto tardo romantico che gettano, comunque, le premesse di un nuovo corso dell’arte italiana. Con Paesaggi. La natura il simbolo si scopre come la pittura di paesaggio abbia offerto ai divisionisti le condizioni più favorevoli per dispiegare la potenza cromatica e la luminosità dell’accostamento di colori puri sulla tela. Si passa poi a Pittura sociale e Realismi in cui le rappresentazioni del lavoro si intrecciano con un’iconografia che esplora ogni piega dell’emarginazione sociale, con soluzioni formali e accenti emotivi. Nella sezione Il pastello divisionista la tecnica del pastello trova in ambito divisionista un rinnovato, grande slancio e straordinari interpreti. Infine, in La nuova generazione si pone l'accento su altri artisti da Roma, da Milano, dalla Toscana, che applicano il divisionismo alle sperimentazioni di una nuova pittura d’avanguardia.

Attilio Pusteria, Alle cucine economiche italiane (1896)