Su Note l'intervista a Vincenzo Nibali

Il campione di ciclismo intervistato sul magazine dedicato ai clienti del trasporto regionale in occasione della centesima edizione de "Il Giro d'Italia"



4 maggio 2017

L'intervista di Flavio Scheggi è disponibile anche su ISSUU

Sarà al Giro con un nuovo team?
Sì, un gruppo di ciclisti molto forti e di grande esperienza. Sarà anche l’esordio in un Grand Tour del team Bahrain Merida. Speriamo di dare il meglio.

Correre l’edizione numero 100 dà ancora più importanza alla gara?
È una celebrazione speciale e sono onorato di poter essere al via. Il Giro è una corsa molto difficile e di grande fascino, il fatto che compia un secolo la rende ancora più attraente.

Partecipa come vincitore uscente.
Sembra ieri, ma è già passato un anno. Se torno col pensiero alla corsa del 2016 è ancora un’emozione unica.

Un ricordo dei campioni che hanno reso leggendaria questa gara?
I primi che mi vengono in mente sono Coppi, Bartali, Moser e Pantani, ma credo che ogni corridore che finisce un Giro sia da considerarsi un fuoriclasse. Vince uno solo, ma senza l’aiuto dei compagni di squadra non si va da nessuna parte.

Si inizia dalla Sardegna e poi due tappe nella sua terra, la Sicilia.
Sono contento che si attraversino due grandi regioni dove gli appassionati hanno poche occasioni di vedere il meglio del ciclismo internazionale.
L’arrivo a Messina, la mia città, sarà un giorno di festa.

Gli avversari che teme di più?
Quanti nomi posso dire? Battute a parte, il Giro 100 vede alla partenza tanti atleti di livello mondiale, da Nairo Quintana a Fabio Aru, senza dimenticare Geraint Thomas, Mikel Landa e tanti altri.

Dove si deciderà la maglia rosa?
Ogni tappa può riservare una sorpresa. Le grandi montagne stabiliranno chi è il più forte, ma non sono da sottovalutare certi arrivi, come quello dell’Etna, e le cronometro di Foligno e Milano.

Un messaggio per i suoi tifosi?
Fate il tifo per tutti e rispettate la fatica di ognuno, dal primo all'ultimo ciclista.