The Kolors sul nuovo numero di Note

La band dei record sul magazine dedicato ai clienti del trasporto regionale

L'intervista di Gaspare Baglio è disponibile anche su ISSUU

8 giugno 2017

The Kolors, vincitori dell’edizione 2015 del talent Amici di Maria De Filippi, sono diventati, in breve tempo, la band dei record.
Il frontman e chitarrista Stash Fiordispino, suo cugino Alex alla batteria e Daniele Mona al synth sono partiti alla conquista del mondo. E hanno macinato un successo dopo l’altro, fra cui una serie di live sold out. Il nuovo progetto discografico è You e segna il ritorno assolutamente fuori dagli schemi della formazione partenopea. Tutte le date del tour

Stash, sono passati due anni dall’uscita di Out. Cos’è cambiato?
Il modo di ascoltare la musica e le canzoni, a seguito dell’arrivo di app come Spotify e dei cambiamenti tecnici nel mondo della produzione. You è stato infatti realizzato seguendo il concetto di playlist.

Con quale obiettivo, quindi?
Non stancare l’ascoltatore che, purtroppo, è sempre meno propenso a seguire un album per intero.

Effettivamente ogni pezzo è diverso dall’altro...
La gran parte delle tracce è stata co-prodotta con Tommaso Colliva, il fonico dei Muse. Poi, tornando in Italia, ho voluto inserire qualcosa di più fresh e ho chiamato Carlo dei Daddy’s Groove, realtà napoletana famosissima all’estero. È un lavoro che non ha un’identità sonora unica, ma è molto riconoscibile nella scrittura.

Non avete paura di spiazzare i vostri fan?
Il nostro intento è proprio quello. Il brano Everytime rappresenta ciò che volevamo comunicare in quel momento, ma non siamo alla ricerca di una hit a tutti i costi.

E cosa cercate allora?
Vogliamo fare una riflessione quasi orwelliana sul momento storico. Non a caso l’artista Sergio Pappalettera, nella cover, ha tradotto in immagine quello che avevo in testa: un occhio che, come una webcam, guarda e influenza la mia generazione. Siamo troppo condizionati dai social e consideriamo figo qualcosa solo perché viene consigliato da un blogger o un influencer. Esattamente ciò che esprimiamo nel pezzo che dà il titolo al disco.

Ci sono anche altre composizioni degne di nota e diverse tra loro.
Crazy, per esempio, è una canzone leggera che racconta di chi si sveglia la mattina senza conoscere la persona che ha di fianco, dopo una notte di bagordi. Dream alone l’ho scritto con Andy Bell degli Oasis. Parla di quando capisci che stai perdendo tutto ciò che è importante perché sei accecato da un mondo patinato e irreale.

Perché come singolo di lancio è stato scelto What happened last night?
Ha sonorità figlie di questo tempo che in Italia non sono ancora esplose. Non è quello che la gente si aspetta. Non voglio seguire nessuna regola nella mia vita, soprattutto in tema di arte e comunicazione.

Anche Souls connected non segue diktat...
L’ho composta d’istinto mezz’ora dopo aver saputo che mio nonno non c’era più. Ho dedicato quel momento a una persona che ha significato tanto nella mia vita. Non ho badato a nessuna costrizione del mondo pop.

Non avete nemmeno sfornato un album dietro l’altro come, generalmente, fanno gli artisti usciti dai talent.
Abbiamo osato. Ci piaceva dare priorità alla qualità piuttosto che alla quantità. Ci siamo comportati come una band d’altri tempi, chiusi negli studi Metropolis di Londra senza neanche bere una birra. Di solito si macinano dischi solo per timore di essere dimenticati.

Passiamo ai live. Come saranno?
La scenografia verrà disegnata intorno alle canzoni. Non posso svelare molto, ma proprio in questi giorni ho visto i disegni tecnici fatti sulla base dei miei schizzi. La prima bozza mi ha molto soddisfatto: è un palco con un’identità grafica e scenica precisa.

E il vostro progetto di conquistare il mercato estero?
Ora ci concentriamo sull’Italia, poi sicuramente andremo negli States e in Inghilterra.

Diverse testate online ti accreditano come nuovo giudice di X-Factor…
Ho letto anche io la notizia. Già solo il fatto che mi abbiano preso in considerazione è gratificante. Sarebbe sicuramente un’esperienza diversa, ma non ci ho mai veramente pensato. Per il momento resta un gossip