Note intervista i Simple Minds

Ultimo numero del magazine dedicato ai clienti del trasporto regionale prima della pausa estiva

di Gaspare Baglio, disponibile anche su ISSUU

Sono una delle band più importanti del mondo e, successo dopo successo, sono arrivati al nuovo album Walk between worlds. Dopo aver girato l’Italia l’anno scorso con un acoustic tour particolarmente intimo, i Simple Minds sono pronti a tornare nuovamente nel Belpaese. Sei incredibili e imperdibili date: 2 luglio al Festival Acquedotte di Cremona, il 3 all’Auditorium Parco della Musica di Roma, il 4 allo Sferisterio di Macerata, il 5 al Marostica Summer Festival, il 10 in piazza Castello a Udine. Gran finale l’11 all’Arena del Mare di Genova.

Quando sento il frontman Jim Kerr al telefono si trova a Glasgow, nella sua Scozia. E prima di iniziare l’intervista mi racconta di quanto si debbano assolutamente visitare quei luoghi.

Qual è stata l’ispirazione principale del vostro ultimo progetto discografico?
La sfida di fare qualcosa di nuovo che possa emozionare il pubblico che ci segue, ma allo stesso tempo continuare il percorso classico della band. Per quanto sia stato un vero piacere lavorare a questi pezzi, allo stesso modo è emozionante osservare come la storia dei Simple Minds continui a evolversi sia in studio sia on stage.

Il disco ha due anime: una old school e una che ricorda le atmosfere cinematografiche.
Ho la sensazione che queste canzoni siano destinate a vivere di vita propria nella dimensione live. Non vediamo l'ora di risuonarle tutte dal vivo assieme ai brani storici, quando partiremo per il tour.

Nell’album ci sono due brani sulla fede: Magic e Sense of Discovery.
In Magic il punto di vista è di una persona giovane. Si tratta di una riflessione sulla fiducia nelle proprie possibilità, un bisogno di credere in qualcosa di giusto, per realizzare i propri sogni. In Sense of Discovery, un uomo maturo trasmette consigli e pillole di saggezza a un ragazzo.

Altra canzone molto importante per voi è Barrowland Star.
Barrowland è una famosissima sala da ballo di Glasgow. È un posto non bello, ma allo stesso tempo è stupendo, perché assolutamente rock’n’roll.

Cosa può dirci dei live?
Che sono in continua evoluzione, perché se non si cambia tutto è inutile. Ovviamente la sfida sarà unire i classici di 40 anni di carriera con gli inediti.

I Simple Minds viaggiano in treno?
Lo amiamo. Ci sono paesaggi meravigliosi che si possono ammirare dal finestrino. E poi è un punto d’incontro meraviglioso con le altre persone. Posso solo dire che amo il treno!