Sul nuovo numero di Note l'intervista a Noemi

di Gaspare Baglio

Dopo due anni d’assenza è tornata Noemi, la giovane interprete dalla rossa chioma e dalla voce black. Concluso il Festival di Sanremo targato Baglioni, si prepara a portare in tour l’ultimo album La luna, con due show speciali dal vivo il 27 maggio all’Auditorium Parco della Musica di Roma e il 29 al Teatro degli Arcimboldi di Milano. Nel progetto discografico, composto da 13 inediti, c’è anche la hit Non smettere mai di cercarmi, presentata proprio alla kermesse della Città dei Fiori. Un album variegato e versatile in cui convivono diversi arrangiamenti e generi, dal rock all’elettronica, fino al blues e al country. Il risultato è un lavoro molto femminile, coraggioso e sentito, in cui la cantante si rimette in gioco sperimentando varie sonorità e rivelando lati inaspettati.

Come saranno i live?
Voglio partire da La luna, che rappresenterà il leitmotiv dei concerti. Ho inserito i nuovi brani e i miei evergreen. Non vedo l’ora di partire. Fare un disco, per me, è solo una scusa per cantare dal vivo. Spero anche di avere tanti ospiti.

Qualche nome?
Vorrei ci fossero Fiorella Mannoia e Gaetano Curreri: due artisti con i quali ho collaborato instaurando un bellissimo rapporto. Non voglio che gli altri ci rimangano male, però.

Perché questo titolo per l’album?
Sono partita da uno dei pezzi, La luna storta, che dice: «A me che cosa me ne importa se la luna è storta, sono anch’io qui ora, in questo bellissimo disegno, e faccio la mia parte al meglio». È un po’ la mia filosofia di vita.

Come definirebbe questo lavoro?
Lunatico, appunto, perché ci sono tante cose dentro: stili differenti accomunati da testi molto belli. E proprio le liriche sono il fil rouge di questo progetto. Mi piace molto anche l’aspetto femminile della luna, che rende tutto più bello e poetico. È la destinataria immaginaria di un messaggio, come diceva Vasco.

Soddisfatta?
C’è tutto quello che amo, dalla parte ironica a quella elettronica, fi no alla più ispirata. Ho dato spazio a grandi autori come Tricarico, Giuseppe Anastasi e Tommaso Paradiso. E a giovani come Gerardo Pulli. Lo ha scoperto Curreri e ricorda un po’ Dalla.

Lei è stata concorrente di X Factor e poi coach di The Voice. La tv fa bene o male alla musica?
Dubbio amletico. Il piccolo schermo aiuta a esprimersi, ma credo sia funzionale solo se ci si va per cantare. Il talent è una bella realtà, ma esistono anche i club e le vetrine in Rete, come YouTube. La televisione «pò esse piuma o pò esse fero», tanto per fare una citazione (si riferisce a er Principe, personaggio interpretato da Mario Brega nel famoso film Bianco, rosso e Verdone di Carlo Verdone, ndr).

Che rapporto ha con il treno?
Sono dell’Acquario, quindi nata per viaggiare. Col treno vivo lo spazio che attraverso. E poi l’Italia ha luoghi stupendi. Tra l’altro, la dimensione umana in carrozza è bellissima, offre la possibilità di incontrare tante persone senza essere asettici come nei social.