Su Note l'intervista a Elio e le Storie Tese

Dopo le esibizioni in Europa, gli Elii tornano in Italia con un tour estivo di sei tappe e annunciano un evento speciale il 19 ad Assago


Di Alessandro Ribaldi

15 giugno 2017

Nel mondo esistono due tipologie di persone, quelle che li considerano dei geni e quelle che proprio non li capiscono. Per Elio e le Storie Tese funziona così: o si amano o si odiano. Non esistono vie di mezzo. Il complesso, nato a Milano negli anni ‘80, ha scelto sempre la strada dell’anticonformismo.

Creativi, mai banali, eccellenti musicisti. Hanno pubblicato 18 album, l’ultimo uscito nel 2016  si chiama Figgatta de Blanc e voci di corridoio dicono sia l’epilogo di una carriera non convenzionale. «In realtà stiamo scrivendo nuove canzoni», spiega Faso, uno dei componenti storici, «parleranno esclusivamente d’amore e saranno destinate ai cantanti di Amici di Maria De Filippi. Non sappiamo se vorranno interpretarle, ma è il loro argomento preferito e quindi abbiamo pensato di giocare d’anticipo»

Il bassista degli Elii, ovviamente, è un funambolico maestro dell’ironia. Se il futuro è criptico, il passato è più decifrabile. «Siamo reduci da un bellissimo tour europeo: è la prima volta che facciamo qualcosa di simile. A differenza di quello che accade in Italia, all’estero ci sono spazi per concerti dove l’acustica è ottima. Pensate che strano, gli stranieri amano ascoltare la musica in modo adeguato. Che bizzarria».

Alla band, che vanta anche tre partecipazioni al Festival di Sanremo, la dimensione live piace molto. Anche se il tastierista Rocco Tanica ha deciso di non calcare più le scene, pur restando nel gruppo. «Stare sul palco non lo entusiasma come prima», racconta ancora Faso, «al contrario della dedizione che ci mette quando compone in studio. Un giorno ci fa: “Ho 50 anni e non ho proprio più voglia di suonare dal vivo”. E noi gli abbiamo risposto:
“Caro amico Rocco Tanica, non c’è problema”».

Passato e futuro, quindi, ma i programmi del presente? «Ci stiamo preparando al Tur 2017, volutamente senza la o, perché un tour sarebbe stato troppo impegnativo», spiega il bassista. Sono sei date sparse per lo Stivale che partiranno il 23 giugno da Loano, in provincia di Savona, passeranno per Roma il 28 luglio e si concluderanno il 2 settembre a Desio (MB).

Oltre a questo, però, c’è la data delle date. Il 19 dicembre, al Mediolanum Forum di Assago, suoneranno per quello che è stato annunciato come il Concerto Definitivo. «Dopo l’esperienza in giro per l’Europa abbiamo pensato di fare un’ultima esibizione e non suonare più in Italia. Il progetto è rimanere fermi un bel po’ di tempo e dopo, come tutte le grandi band, fare una reunion. Ci riscioglieremo ancora, andremo in India come i Beatles, frequenteremo dei santoni e poi, con rinnovato entusiasmo, ci riuniremo di nuovo».

Stare dietro a menti così eclettiche è difficile, ma anche divertente. Il piano della realtà e quello della finzione viaggiano spesso di pari passo, quasi sovrapponendosi. «D’altronde, se si cercano canzoni scontate, con i testi d’amore e il solito giro di accordi c’è già la musica italiana», conclude Faso. Per tutto il resto, fortunatamente, ci sono Elio e le Storie Tese.