Il magazine Note intervista Sfera Ebbasta

Il settimanale dedicato ai clienti del trasporto regionale accompagna il roadshow dei nuovi treni Pop e Rock

di Gaspare Baglio, disponibile anche su ISSUU

Il suo secondo album, Rockstar, è stato certificato triplo platino, ha venduto oltre 100mila copie e si è piazzato dritto dritto ai vertici della classifica FiMi (Federazione Industria Musicale Italiana). I suoi singoli fanno il pieno di stream:  l’ultima hit, Cupido, ha superato i 30 milioni di ascolti sul web.

Sfera Ebbasta è un fenomeno. Può piacere  o no, ma nessuno può sindacare sul fatto che sia riuscito a creare un punto di non ritorno per il trap made in Italy.
Dopo l’attività promozionale in Francia, dove il rapper di Cinisello è conosciuto grazie alle collaborazioni con i colleghi francesi SCH e Lacrim, e il debutto del nuovo disco al secondo posto della classifica svizzera, Sfera è impegnato nella preparazione del nuovo tour estivo che prende il via il 1° luglio dal Lucca Summer Festival. Poi su e giù per le arene e i festival del Belpaese: il Terrasound di Pescara, il Flowers Festival di Collegno, Rock in Roma e tanti altri. Gran finale a Soverato (CZ) il 16 agosto.

Quali sono le novità del tour estivo?
Sarà un ritorno alle origini. Abbiamo tanti show, ma questa volta non ci sarà la band, sarò on stage con il mio dj. Ascolteremo i beat esattamente come sono stati pensati. La produzione è comunque grossa, con i led wall e tutto quanto.

Un back to the origins…
Nei miei primi live ero solo sul palco. Non c’era possibilità economica. Quest’anno, invece, le cose sono fortunatamente cresciute e abbiamo fatto un upgrade al tour.

Le emozioni con cui affronti i concerti estivi?
Salito sul palco la prima volta, il ghiaccio è rotto. Sono un pelino in tensione prima di entrare in scena, ma alla fine vado a cantare davanti a persone che sono lì per me. E mi sento libero.

Com’è stata la prima volta?
Come le montagne russe: hai paura all’inizio, poi continui a scendere e a salire.

Come vivi questa ondata di successo?
Sono tranquillo. Sono cresciuti gli impegni e la fama, ma cerco sempre di mantenere il ritmo di vita come piace a me. È tutta una questione psicologica, sia fare successo che gestirlo. Alcuni miei colleghi la vivono male, non amano essere riconosciuti per strada. A me, invece, piace.

In radio stiamo ascoltando Cupido, hit in cui hai duettato con la superstar Quavo, membro dei Migos. Com’è nata la collaborazione?
In Italia parlare di un rapper del calibro di Quavo sembrava fantascienza. Ma ho capito come funziona il business in America: con l’aiuto della mia etichetta ci siamo incaponiti, siamo riusciti a mandargli il pezzo, gli è piaciuto ed è andata.

Quindi, dove vuoi arrivare?
Voglio continuare a crescere, senza limiti. Più riesco a prendere, meglio è. E non solo in Italia. Mi sto accaparrando una posizione privilegiata in Germania e Inghilterra con alcuni featuring importanti. Ho piantato il seme, la mia carriera è appena iniziata.

Sei sempre in movimento. Cosa rappresenta il viaggio per te?
Arrivare nel posto dove devo suonare. Raramente vado in vacanza.