La Festa del Cinema di Roma è su Note

Una panoramica sulla kermesse cinematografica capitolina in programma dal 26 ottobre al 5 novembre

di Sandra Gesualdi, anche su ISSUU

Una star a sera, incontri ravvicinati con grandi interpreti, 39 film e documentari selezionati, 14 anteprime mondiali, 31 Paesi partecipanti, ma anche molte pellicole speciali, restaurate e classici da rivedere. «È una bella Festa del Cinema di Roma», chiosa Antonio Monda, direttore artistico della manifestazione giunta alla 12esima edizione e in programma fino al 5 novembre.

Proiezioni diffuse portano il pubblico in diversi luoghi della Capitale, dall’Auditorium Parco della Musica alla Casa del Cinema, dal MAXXI al Teatro di Tor Bella Monaca, passando per il nuovo complesso di Rebibbia e il Policlinico universitario Gemelli. «Quest’anno confermiamo la linea proposta in passato, puntando sulla ricerca della qualità e della varietà», continua Monda. «Ho scelto solo film di cui ero davvero convinto, attraverso una selezione attentissima. Abbiamo insomma cercato di amare e omaggiare il cinema nella sua essenza».

Tanti i generi proposti, dal musical al documentario, e due i fil rouge che attraversano la narrazione tematica degli eventi: lo sport e la musica. Tra i titoli in programmazione, Maria by Callas, in her own words, del francese Tom Volf, ricostruisce, recuperando tra gli archivi, la storia della voce dell’opera più illustre di tutti i tempi. Borg McEnroe di Janus Metz rimanda alla sfida di Wimbledon 1980 tra le due leggende del tennis Björn Borg e John McEnroe, mentre Ferrari: race to immortality narra il mondo della Formula Uno e dei piloti del cavallino rampante.

Tra i film italiani presenti Una questione privata dei fratelli Taviani con il talentuoso Luca Marinelli nel cast. Il 45 giri di Over the rainbow fa da colonna sonora a un’amicizia giovanile e a un amore conteso, con la lotta partigiana alle porte. La storia dei conflitti sociali nelle città statunitensi, invece, è al centro della pellicola di Kathryn Bigelow Detroit, ispirata ai sanguinosi scontri del ’67 tra cittadini afroamericani e polizia.

Non solo visioni ma anche incontri con le celebrità che, in dialogo con il pubblico, si raccontano: gavetta, carriera, ruoli indimenticabili, progetti e impegni. Un ampio programma per conoscere da vicino, tra gli altri, l’enfant prodige Xavier Dolan, Jake Gyllenhaal, Ian McKellen, l’autore di Fight Club Chuck Palahniuk, Fiorello e Gigi Proietti.

La divina Vanessa Redgrave presenta Sea Sorrow, opera dal taglio sociale sui migranti che segna il suo debutto alla regia, a 79 anni. Nanni Moretti si concede con un breve inedito e Paolo Sorrentino consegna il Premio alla carriera a David Lynch, il geniale regista di The Elephant Man e della serie I segreti di Twin Peaks.

Un condensato di eventi, mostre d’arte, prime mondiali ed europee, lingue e linguaggi da ogni dove, letteratura e sperimentazione nella sezione Riflessi, per esplorare tutte le potenzialità espressive della settima arte. E, per i nostalgici, quattro titoli in versione restaurata entrati nella storiografia del cinema italiano: Miseria e nobiltà con Totò, il claustrofobico Dillinger è morto, la storia di Sacco e Vanzetti e, direttamente dagli anni ’80, Borotalco di e con Carlo Verdone, 35 anni dopo, ancora sulle note degli Stadio e di Lucio Dalla.


Photo credits: “Audrey Hepburn TM -Trademark, © 2012 and Likeness Property of Sean Hepburn Ferrer and Luca Dotti, ALL RIGHTS RESERVED” © David Seymour/Magnum/Contrasto

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