Note, sul nuovo numero Joe Bastianich

La rivista dedicata ai clienti del trasporto regionale accompagnerà il roadshow dei nuovi treni Pop e Rock

di Gaspare Baglio, disponibile anche su ISSUU

In Italia è diventato famoso come l’inflessibile (e senza peli sulla lingua) giudice di MasterChef. Joe Bastianich, però, è anche un rocker pronto a tornare nella sua America, insieme con il cantautore Giò Sada, per Jack On Tour - From Lynchburg to NYC, uno spettacolare show on the road in quattro puntate lungo le strade di New York, in onda da mercoledì 15 novembre alle 20:45 su Sky Arte HD (canale 120 di Sky). Un viaggio a bordo del van nero Jack Daniel’s alla scoperta dell’unicità di una grande metropoli, riconosciuta per lo stile autentico che l’ha resa una vera e propria icona a livello globale. 

Dove ha mosso i primi passi da musicista?
Ad Astoria, nel Queens, cioè in periferia. Avevo una rock band e provavamo nei garage. Poi ci siamo esibiti nei rock club, che in Usa rappresentano una realtà importante. Era il tempo dei Kiss e dei Ramones.

Ha fatto qualche pazzia per assecondare la sua passione?
Per entrare in certi locali avevo una carta d’identità finta.

Oggi dove si ascolta buona musica a New York?
Prima si andava a Manhattan. Adesso
l’arte si è decentralizzata. L’indie è a Brooklyn, la salsa nel Bronx e i ritmi messicani nel quartiere Jackson Heights del Queens.

Che ci dice del food?
Nella city newyorchese il cibo internazionale è autentico, come in nessun altro posto al mondo. I ristoranti etnici in Italia cucinano secondo il gusto del posto perché l’italiano, in fondo, vuole le pappardelle. Da noi questa cosa non succede, perché il tessuto sociale è il risultato di un mix di tante culture. La ricerca dei sapori viene eseguita fin nei minimi dettagli. E questa è una forza che genera una meritocrazia pazzesca.

E della tradizione culinaria nel nostro Paese cosa le piace?
Siete molto orgogliosi di fare assaggiare le vostre tradizioni. È fantastico.

I suoi luoghi del cuore?
La Sicilia, senza dubbio. Per i sapori, per le persone e perché offre prodotti agricoli ai massimi livelli. Finché non si mangia una melanzana lì, non si può dire di sapere davvero che sapore ha una melanzana.

Un ricordo legato alla Sicilia?
Nel 1990 sono andato a Pantelleria per un’azienda vinicola di Marsala.
Non c’era quasi nulla: la villa di Giorgio Armani e due alberghi. Lavoravo nei vigneti durante la settimana e, nel weekend, facevo il pizzaiolo per le feste di Armani. Un bellissimo periodo della mia vita.

MasterChef a parte, c’è un programma che vorrebbe portare da noi?
Mi piacerebbe raccontare gli italiani nel mondo. Perché sono emigrati e hanno fatto successo portando in
giro la loro cultura. C’è da esserne fieri.

Quali elementi non devono mai mancare in viaggio?
Musica e cibo. Sono due cose che non possono dire bugie. Gustare i sapori e ascoltare i suoni di un luogo cambiano la vita.