Niccolò Fabi intervistato su Note

Nel nuovo numero del magazine dedicato ai pendolari l'intervista al cantautore capitolino


Roma, 18 maggio 2017

L'intervista di Gaspare Baglio è disponibile anche su ISSUU.

La sua cifra stilistica è sempre stata quella di fondere parole e melodia, per creare un intreccio significativo sia in termini performativi che culturali. A questo si aggiunge una forte sensibilità nella scrittura e l’impegno nel sociale al fianco dell’Ong Medici con l’Africa Cuamm. La musica, per Niccolò Fabi deve avere un chiave emozionale e una educativa. Non a caso insegna all’Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini. Dopo 20 anni di carriera e oltre 80 canzoni all’attivo, è giunto per lui il momento di festeggiare con il tour Diventi Inventi 1997-2017. Una serie di live che sottolineano il percorso all’insegna della libertà espressiva del cantautore romano. Si parte il 28 giugno da Carpi, nel modenese. E si prosegue per tutta l’estate: da Napoli a Macerata passando per Milano, Villafranca, Torino, Pistoia, Gardone Riviera, Zafferana Etnea e Locorotondo. Il gran finale è fissato il 26 novembre nella Capitale, al Palalottomatica.

Lei è, da sempre, una persona schiva. Il ventennale però merita un festeggiamento…
La decisione è stata un po’ sofferta perché non amo le celebrazioni. Ma indubbiamente è una ricorrenza speciale, soprattutto perché non era prevedibile che arrivassi a questo traguardo. E poi lo faccio nel momento più alto e felice della mia carriera.

Difficile imporre la sua visione?
Ho avuto la fortuna e la tenacia di portare gradualmente l’attività cantautorale verso ciò che desideravo ed è la mia soddisfazione più grande. Vedo questi anni come il piacere di un percorso verso il miglioramento.

Lo show del 26 novembre sarà differente rispetto alle altre date del tour?
Sì, perché il Palalottomatica è un luogo diverso da quelli dove suono di solito. Metterò al centro non tanto le canzoni quanto le persone, che potranno intervenire per la prima volta in uno spazio così grande. Il clima sarà quello di una festa.

Ci saranno ospiti?
Sicuramente i musicisti che hanno condiviso con me questo viaggio. La scaletta sarà diversa da quella estiva e vincerà la voglia di stare insieme. Le persone che mi sono affezionate e mi hanno seguito anche in situazioni meno roboanti verranno da tutta l’Italia per fare questa esperienza.

Se dovesse condensare la sua carriera in tre tappe?
Istintivamente direi la scrittura di È non è, perché ha rappresentato la sterzata più decisa e chiara verso un nuovo corso del mio lavoro. Poi il brano Costruire, che adesso e per sempre identifica al meglio il mio linguaggio, oltre ad aver creato un legame con le persone. Infine, il mio ultimo album Una somma di piccole cose, che è sicuramente la cosa più bella che abbia mai fatto.