Su La Freccia settembre l'intervista allo stilista Antonio Marras

Lo stilista parla del passaggio di testimone al figlio Efisio

A cura di Cecilia Morrico e Ilaria Perrotta

Efisio era appena tornato dagli Usa e io in quei giorni stavo allestendo una mostra alla Triennale di Milano. Ha cominciato ad aiutarmi realizzando i lookbook delle collezioni. Un giorno, durante un’intervista mi è stato chiesto il mood della prossima stagione e ho risposto di rivolgersi a mio figlio, il nuovo direttore creativo». A parlare è Antonio Marras che, quasi con l’inganno, ha incaricato il suo primogenito alla guida della linea contemporary I’M Isola Marras. Una dichiarazione sconvolgente alla quale Efisio, 24 anni, ha ribattuto: «Va bene, non mi sono mai fermato finora, ho fatto tante cose nella vita e adesso anche questa, poi chissà che altro».

Sono insieme alla presentazione della Spring-Summer 2018, ma come spesso avviene nei rapporti familiari, ci sono stati alti e bassi, separazioni e riavvicinamenti. E se il giovane Marras ha passato gli anni della formazione oltreconfine, questo rientro in patria si è dimostrato positivo, non solo per la nuova carriera. «Dopo aver vissuto a Parigi e New York, non avrei mai pensato di tornare in Italia, ma devo dire che Milano mi ha sorpreso piacevolmente, 

È una città viva con molte aree verdi, musica e mostre. Ha cominciato a dare spazio alle ultime generazioni e a progetti di respiro internazionale, pur restando il polo mondiale della moda». Papà Antonio, invece, come ha affrontato il passaggio di consegne? «Non ho fatto uno, ma dieci passi indietro. In genere sono ipercritico, però il suo modo di approcciarsi alle cose è molto simile al mio e quindi mi ci rivedo. Sono spettatore, intervengo solo se interpellato». E alla fine il risultato è una collezione ispirata al film Léon e alla sua protagonista, Mathilda Lando, interpretata da una giovanissima Natalie Portman. Sulla passerella donne e uomini insieme, perché Marras è stato uno dei primi a realizzare una catwalk di coppia precorrendo la rivoluzione co-ed. «Le contaminazioni sono fondamentali – spiega Efisio – e per fortuna viviamo in un’era dove la distinzione tra i generi è passata dall’essere futuristica al definire pienamente la condizione contemporanea. Uno show per essere tale deve per forza toccare tutti. Il risultato non è più sconvolgente, ma definisce semplicemente un bisogno di unificazione e un rifiuto di categorizzazione».

In attesa di vedere sfilare Antonio Marras con l’omonima linea il 23 settembre, quali le differenze tra i due? «È sempre difficile guardarsi allo specchio, specialmente se il termine di paragone è tuo padre. Entrambi disegniamo e creiamo per le persone che amiamo, ma siamo figli del nostro tempo e abbiamo le nostre visioni. Non so cosa distingua un millennial da un pre-millennial, ma vorrei che le mie creazioni più che su un catalogo stessero per strada. Immagino le persone che indossano I’M Isola Marras divertirsi a un party in spiaggia, ballando intorno a un falò».