Boom di visitatori alla Reggia di Caserta e al MANN di Napoli, l'intervista ai direttori

Mauro Felicori e Paolo Giulierini sul nuovo numero del magazine La Freccia

di Sandra Gesualdi 

I dati diffusi dall’Ufficio statistico del Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo parlano di cifre da record per i musei nazionali. Nel primo semestre 2017 sono stati oltre 23 milioni gli ingressi ai monumenti e aree archeologiche statali, con 2 milioni di visitatori in più rispetto allo stesso periodo del 2016 e 88.708.038 euro di introiti (+17,2%). Tra le regioni più visitate spicca la Campania con un aumento del 15% di biglietti staccati. Un incremento dei flussi registrato anche dalle Frecce dirette a Napoli da Milano (+11%), dai Frecciargento (+7%) e dagli Intercity (+6%) da/per Caserta. E nel weekend dai Regionali e treni storici che hanno segnato un tutto esaurito. Pompei, al secondo posto nella classifica nazionale, è il sito più visitato della regione, seguito dalla Reggia di Caserta, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli e Capodimonte, Ercolano e Paestum.

Mauro Felicori e Paolo Giulierini, direttori della Reggia di Caserta e del MANN di Napoli, tra i 20 nominati dal ministro Franceschini, con energia e caparbietà portano avanti da quasi due anni una gentile rivoluzione a base di innovazione e proposte culturali, capace di attrarre nei loro tesori sempre più persone. Ascoltare le esigenze del territorio e coglierne le opportunità sono gli ingredienti della loro ricetta, sicuri che un museo vive e migliora solo se connesso con tutte le realtà che lo circondano. Come la nuova stazione AV Napoli Afragola, grande hub di interconnessione inserito nel rilancio economico, culturale e architettonico del sud. Fino a giugno gli ingressi alla Reggia sono schizzati a +40% e quelli del MANN a +30%. Numeri che hanno continuato a gonfiarsi durante l’estate. Questo trend positivo, secondo i due manager, è merito della nuova strategia politica del Ministero, che ha accordato autonomia ai musei statali, gestiti come imprese che puntano a un fatturato in termini culturali e di ricerca prima ancora che economici. «Con la consapevolezza che dietro agli incassi che crescono c’è un maggior numero di persone che si avvicina all’arte e alla storia, entra nelle gallerie, amplia il proprio sapere e vive un’esperienza cognitiva. È questo l’elemento da sottolineare, di cui non si può che gioire», chiosano all’unisono. 

Qual è la funzione di un sito museale?
[MF] Ne dirigo uno che definisco di fruizione popolare, in cui le famiglie con nonni e bambini fanno un percorso di formazione intellettuale anche senza essere supportati da studi specifici. Comunichiamo cultura, storia, memoria: la grandezza dell’architettura di un acquedotto, la bellezza di un giardino settecentesco. A fine visita siamo più ricchi, colti e felici.
[PG] Oltre a conservare e tramandare alle generazioni future un patrimonio, il museo ha il compito di far comprendere quali siano state le vette e gli abissi della civiltà antica per evitare che i cittadini di domani compiano gli stessi errori. È uno strumento potente e contemporaneo per conoscere il passato e non perpetuare scelte sbagliate.

Può incidere positivamente sul territorio che lo ospita?
[MF] Può essere vettore di progresso e creare indotto economico e sociale. In questi mesi il turismo a Caserta è cresciuto e gli investimenti in attività ricettive si sono spostati verso la Reggia. Quando sono arrivato ho trovato tutto il complesso monumentale in stato di cattiva manutenzione e pro

mozione, un vero spreco di possibilità. L'impegno in questo senso è massimo (anche se la siccità di questa estate non ha facilitato la situazione, ndr). Queste terre hanno bisogno che i loro beni ben amministrati rilancino l’agricoltura e lo sviluppo del tessuto industriale presente, penso a Marcianise per esempio.
[PG] I musei sono grandi attrattori e se ben gestiti generano un ritorno economico non solo interno ma anche a beneficio di tutte quelle realtà esterne che gli sono vicine. Occorre però innescare strette reti di collaborazione e relazioni e, per quanto riguarda la zona di Napoli,
lavorare anche sulla riqualificazione urbanistica.

Proposte?
[MF] Gli investimenti ci sono, destinati soprattutto all’accoglienza e agli eventi. Occorre ora puntare di più sulla comunicazione, essere presenti nel nord Italia e in Europa. Per tutelare il patrimonio bisogna promuoverlo, raccontare gli sforzi fatti.
[PG] La visita di un museo dovrebbe essere anche un viaggio che permetta di scoprire l’identità di una terra e il luogo dove salvaguardare e sostenere le sue eccellenze. Sto lavorando a un bookshop che ospiti l’artigianato artistico locale di qualità e una zona ristoro dove assaggiare i piatti tipici regionali. Non è possibile che nella patria del caffè ci siano i distributori automatici invece di una vera caffetteria! 

Siete entrambi viaggiatori e pendolari…
[MF] Torno ogni settimana a Bologna e con le Frecce raggiungo velocemente Caserta o Roma per riunioni. Potrei essere il testimonial del vostro spot: «Parti da Bologna e vai a Caserta, cammini ‘nanzi la Reggia...» (l’offerta PassXte Trenitalia per scoprire l’Italia senza limiti nel fine settimana, ndr).
[PG] Anche io percorro la tratta Firenze (dove vivo)-Napoli più volte a settimana. La mia Freccia è quella delle 6:50 da Santa Maria Novella.

La nuova stazione di Afragola può essere un’occasione per la Campania e il sud?
[MF] Certo, per noi che siamo all’inter
no migliora i collegamenti provenienti da nord, incrementa i treni dell’asse di Napoli, riduce i tempi e semplifica la vita. È efficiente e può fungere da collettore se ben integrata con bus frequenti e trasporto regionale: per la Reggia un grande vantaggio. Mi piacerebbe instaurare un rapporto di reciprocità con punti informativi e l’organizzazione di qualche spettacolo.
[PG] L’ho ribattezzata la porta della Magna Grecia e potrebbe essere la prima tappa di un itinerario che mette in comunicazione i grandi poli archeologici italiani, Napoli, Taranto, Reggio Calabria e Paestum naturalmente. Presentarsi come l’avamposto di ognuno di queste aree con sezioni espositive, riproduzioni di reperti, opere e video divulgativi che accolgano i viaggiatori. Un’esperienza positiva già intrapresa con l’aeroporto di Capodichino e che vorrei riproporre nella nuova stazione.

Un capolavoro anche dal punto di
vista progettuale.
[MF] Un’opera notevole che unisce utilità a magniloquenza. Luce e altezze le regalano un’atmosfera quasi spirituale, sembra un tempio new age.
[PG] Progettata da un architetto geniale come Zaha Hadid, mi ricorda un’Atlantide contemporanea piena di spirali e cunicoli. Sarà un autunno work in progress per i due direttori: laboratori di restauro, spazi didattici per i bambini, una nuova caffetteria al MANN e grandi mostre. Perché per Giulierini «i musei sono le agorà del 2000, zone di transito e di relazioni non virtuali», mentre alla Reggia «porte aperte e al servizio di chi ha progetti di qualità e il coraggio di realizzarli», conclude Felicori. «Ascolto tutti e quando percepisco una buona idea la incoraggio. Ho imparato a trasformare la gente in risorsa».

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