La Freccia di novembre dedica la sua cover a Gianni Morandi

Nuovo numero del magazine dedicato ai clienti delle Frecce

di Gaspare Baglio, disponibile anche su ISSUU

Fare un’intervista con Gianni Morandi non è semplice, nonostante la sua totale disponibilità. Il fatto è che lo fermano (praticamente) tutti. Nessuna sorpresa, l’eterno ragazzo della musica italiana è, infatti, da sempre uno dei volti più popolari e amati dello showbiz nostrano. A tutto questo si aggiunge l’enorme successo ottenuto con le fiction di Canale 5 La voce del cuore e L’isola di Pietro.  

Ma al primo posto sempre la musica: dal 17 novembre il nuovo progetto discografico, d’amore d’autore, mentre il tour prende il via il 24 febbraio da Rimini.

Presto arriverà il suo 40esimo disco di inediti.
Ci sono otto nuove canzoni, che hanno come tema principale l’amore. Il mio pubblico è molto femminile e ama questo genere di brani. Poi a febbraio partirò per un tour in giro per l’Italia.

Sulla tournée cosa può dirci?
Proporrò i nuovi pezzi, ma ripercorrerò anche la mia storia. Mi esibirò in arene e palasport, dal nord alla Sicilia. I concerti sono la parte che preferisco della mia professione, perché posso stare a contatto con il pubblico. Sono il momento migliore.

Lei è amatissimo dal web e corteggiatissimo dalla tv. Le hanno mai proposto un talent show?
Sì, molte volte. È una di quelle cose che non mi sento ancora di fare. Magari un giorno capiterà, mai dire mai. 

Cosa la frena?
Nel momento in cui bisogna decidere chi portare avanti e chi mandare a casa non mi sentirei così sereno.

Ma almeno li guarda?
Certo! Amici di Maria De Filippi è una scuola che ha fatto uscire grandi personaggi. E X-Factor mi incuriosisce molto. 

Ora parliamo della sua città: Bologna.
A livello urbanistico è stata molto rispettata dalle amministrazioni bolognesi, di qualsiasi colore fossero. E poi è molto accogliente.

Quali luoghi consiglia di visitare?
La Basilica di Santo Stefano che si trova sulla piazza omonima, le opere di Guido Reni alla Basilica di San Domenico, il cortile della Biblioteca comunale dell’Archiginnasio. E poi le due torri: la Garisenda e quella degli Asinelli. Ogni tanto salgo fino in cima per godermi la città da lì.

Altre location che le piacciono?
Abbiamo una basilica meravigliosa che è quella di San Petronio. Pensi che è stata costruita nell’arco di 273 anni e una leggenda metropolitana afferma che il Vaticano ne bloccò l’edificazione per non farla diventare più bella di S. Pietro a Roma. Proprio di fronte c’è il Crescentone di piazza Maggiore, un rettangolo di granito rosso e rosa alto come un gradino. 

Insomma tante cose da vedere.
Non dimentichiamoci i colli bolognesi, l’università più antica d’Europa e il Santuario della Madonna di San Luca con un panorama mozzafiato. 

E lo stadio?
I colori rosso e blu li ho nel cuore. Quando vinse lo scudetto nel 1964 il Bologna veniva chiamato “lo squadrone che tremare il mondo fa”. Negli ultimi tempi, ha smesso di far tremare gli avversari, ma allo Stadio Dall’Ara ci vado comunque quasi sempre.

Una città che riserva tante sorprese…
Va scoperta tra le viuzze, le strade e i mercati.

Bologna vuol dire anche Lucio Dalla.
Mi viene sempre in mente, quando cammino per il centro: mi immagino che esca da vicolo Marescotti o via del cane. Lucio diceva che quelli che da nord andavano a sud e quelli che da sud andavano a nord, avevano come punto di passaggio Bologna, terra di musicisti e cantanti. È come se questa piccola metropoli vo
lesse trattenere il viandante, il passeggero. Lui colorava così questa posizione nel cuore dell’Italia.

Non dimentichiamoci il buon cibo…
C’è il famoso Diana, il ristorante storico in via Indipendenza, ma consiglio anche di andare nelle osterie, dove si mangia molto bene.

Se dovesse riassumere questa città in un frase?
Bologna è il sorriso delle persone.

E poi raggiungerla con il treno è un attimo.
Il Frecciarossa ha accorciato le distanze, 
anche le mie. Prima prendevo l’automobile e invece adesso mi muovo in treno. È molto piacevole.

Cosa pensa di #lamusicastacambiando, il claim di Trenitalia che accompagna il roadshow dei nuovi treni regionali Pop e Rock?
Mi auguro sia davvero così. In questi anni c’è stata una grande attenzione sulle Frecce, ma è giusto che lo stesso interesse sia rivolto anche ai convogli regionali, che io prendevo tantissimo quando ero ragazzino.