La Freccia incontra Fiorello

Lo showman siciliano raccoglie il guanto dell’ennesima sfida mediatica dell’ad Salini e torna dal 13 novembre con Viva RaiPlay, il nuovo varietà della piattaforma digitale della tv pubblica

Roma, 31 ottobre 2019

di Gaspare Baglio disponibile anche su issuu.com

Mi piace questa cosa di essere su La Freccia. Sui Frecciarossa Roma-Milano, ormai, mi conoscono tutti. E ora, con il fatto di restare lì, in copertina, per un mese, sai quanti si siederanno sopra la mia faccia? Perché, alcune volte, non ti accorgi del magazine sul sedile e ti ci siedi sopra. Quindi anche io, finalmente, sarò lì a baciare il sedere dei viaggiatori. Anzi, grazie, mi farete provare l’ebrezza di stare su una poltrona e vedere uno che ti si appoggia sopra ed esclama: «Ma cos’è? Ah, Fiorello!».

Inizia con una risata l’incontro con lo showman più talentuoso che oggi l’Italia possa vantare. Fiorello è un vulcano multitasking, capace di passare dalla radio alla tv fino al web, restando credibile. Un pioniere pronto per una nuova avventura: Viva RaiPlay, lo show che avrà l’onore di (ri)lanciare la piattaforma on demand della tv pubblica. Un assaggio viene dato anche su Rai1 dal 4 all’8 novembre alle 20:30, poi dal 13, alla stessa ora, solo su RaiPlay. E dal 16 anche su Rai Radio2 il sabato e la domenica mattina. Ennesima sfida che permette al poliedrico mattatore di dare sfogo a tutta la sua verve.

Cosa ti ha spinto a tornare con un progetto così insolito?
Fare qualcosa di diverso da quello che, solitamente, la gente si aspetta da me.

Sarebbe a dire?
Il grande varietà. L’ultimo, #Ilpiùgrandespettacolodopoilweekend, è del 2011 ed è stato il primo a utilizzare l’hashtag nel titolo. Il produttore, Bibi Ballandi, che adesso non c’è più, diceva, con la cadenza bolognese: «Ma cos’è quel robino nel titolo?».

In questi anni hai fatto anche altro...
Ho fatto tantissime cose. Quando ho scoperto la possibilità di sviluppare idee col cellulare, sono andato molto sul web. Mi sono inventato l’Edicola Fiore, partita corsara in un bar di periferia e arrivata su Sky. La gente, però, mi chiedeva sempre: «La mattina quanto mi fai divertire con quei vecchietti, ma quando torni in televisione?». Per il pubblico, se non faccio il grande varietà su Rai1, è come se non facessi tv.

Sei uno che ama trovare nuovi lin­guaggi.
Non voglio fare il finto giovane. Sono sulla soglia dei 60, ma mi tengo ag­giornato, soprattutto a livello tecno­logico. Mia figlia tredicenne mi ha insegnato a usare l’app TikTok, che sta avendo molto seguito. Anche Will Smith, il re dei social, si è iscritto.

Com’è il tuo rapporto con i social?
Non facile, soprattutto per noi per­sonaggi pubblici che diventiamo bersagli. Prima, quando non piaceva qualcuno, al massimo lo si diceva agli amici del bar.

Riesci a difenderti?
Ho trovato il modo di farlo. Pubblico qualcosa, ma non leggo i commenti. Sai come sono gli artisti, vanitosi, ama­no i complimenti, e quindi si va subito a vedere se qualcuno ti dà del “bravis­simo”, poi ci trovi anche gli insulti. Ma io non blocco nessuno.

Come mai?
Perché ogni blocco è una medaglia per chi lo riceve. Se blocco un tizio che mi ha insultato, quello fa lo screenshot,lo pubblica e lo mostra come se mi avesse colpito a battaglia navale. La cosa migliore, anche se difficile, è ignorare.

Social a parte, come è nato il proget­to Viva RaiPlay?
L’Ad della Rai, Fabrizio Salini, mi ha chiamato. Pensavo che volesse pro­pormi un varietà. Invece, mi fa: «Ma allora, RaiPlay?». Io, che ne ero già un fruitore, ho risposto, per dirla alla Ro­vazzi: «Tutto molto interessante».

Ed eccoti con questo show...
Sarà il primo esperimento mondiale di un varietà inedito sul web, inteso come una varietà di cose. Saremo in via Asiago, sede storica della Rai. Uno show con molti set dove metterò a frutto anche quello che ho fatto negli ultimi tempi: ci saranno idee nate all’E­dicola Fiore e allo spettacolo teatrale L’ora del Rosario, ma anche al Fiorello Show di SkyUno e al Rosario della sera di Radio Deejay.

Facci un esempio.
Dal Fiorello Show prendo la formula dei tre giorni: le puntate inedite saranno in onda mercoledì, giovedì e venerdì, poi chiaramente lo show si potrà vedere quando si vuole. Questi sono i benefici della piattaforma! Esistono i terrapiat­tisti? Noi siamo i piattaformisti.

Quante puntate saranno?
Diciotto. A questo si aggiungeranno pillole tratte dal programma che ver­ranno, di tanto in tanto, trasmesse dai numerosi canali Rai, sia radio che tv. Inoltre, il mercoledì, giovedì e venerdì mattina, in diretta faremo delle ante­prime. Una sorta di preshow che, gra­zie al piattaformismo, sarà visibile per tutto il giorno.

Degli ascolti che mi dici?
Non c’è un vero e proprio Auditel, ci saranno dati misurati dalla Rai per ca­pire il flusso web. Ma so già che, dopo lo spot televisivo del programma, le app RaiPlay scaricate sono aumenta­te in maniera considerevole, soprat­tutto nella fascia 18-24 anni.

Gli episodi saranno live?
Sì, gli show saranno live per avere più vissuto dietro, per cavalcare l’attualità. Comunque, prima di essere in esclu­siva su Raiplay, dal 4 all’8 novembre saremo anche su Rai1, in access pri­me time, per 15 minuti, prima dei Soliti ignoti con Amadeus.

A proposito, Amadeus condurrà il Festival di Sanremo. Confermi la tua presenza?
Per forza. Con Amadeus abbiamo sempre detto che ci saremmo stati l’uno per l’altro nel caso fosse capitato a uno di noi due di condurre Sanremo. Magari ci vado una sera, mi trovo bene e rimango pure il giorno dopo. Dopo Viva RaiPlay ne parleremo. Adesso sta scegliendo le canzoni.

Perché non hai mai voluto presenta­re il Festival?
Non è il mio mestiere. Amadeus, in­vece, ha preso la strada della condu­zione. A Sanremo devi presentare ed essere preciso. Io dopo due minuti mi metto a fare le cose mie. Morandi e Baglioni, che sono cantanti, hanno scelto dei conduttori ad affiancarli. Io potrei fare quello che aiuta il presen­tatore.

Consigliaci qualche nuova leva.
Alessandro Cattelan, il prototipo del presentatore moderno e ironico. Op­pure Fabio Rovazzi, dotato di un’intel­ligenza non comune, potrà dare molto in futuro.

Cosa guarda in tv Fiorello?
Sono come Blob, guardo tutto: dalla D’Urso a Protestantesimo, più tutte le serie tv. Ti dico solo che gli amici mi chiamano per avere consigli sulle ulti­me novità. Adesso, per esempio, con­siglierei, in maniera del tutto disinte­ressata, Viva Raiplay. Bellissimo!