La Freccia luglio intervista Neri Marcoré per Risorgimarche

L'attore ha ideato un festival per risollevare la popolazioni terremotate

17 luglio 2017

di Luca Mattei, disponibile anche su ISSUU

Una manifestazione di solidarietà. Protagonista la musica con 13 concerti gratuiti, partendo da Niccolò Fabi il 25 giugno fino a Francesco De Gregori il 3 agosto. RisorgiMarche è l’iniziativa ideata da Neri Marcorè per dare nuova linfa ad alcune zone della Regione. «Volevo sostenere concretamente le popolazioni inte- ressate dal terremoto», spiega l’attore marchigiano. «Era necessario qualcosa di aggregante, non per un solo paese, visto che sono 131 quelli coinvolti. Così ho pensato a un festival diffuso, come I suoni delle Dolomiti, caratterizzato dalla volontà di vivere all’aperto».

Anche questa sarà una rassegna green?
Sì, mi piaceva che fosse ecologica. Tutto si svolge sui prati, gli eventi iniziano alle 16:30 con la luce naturale. Si arriva ai siti attraverso una camminata che ha anche un valore di aggregazione sociale. I cantanti si esibiscono senza palco e senza bar- riere. Tutto nel rispetto della natura: riconciliarsi con essa, rispettarne i ritmi e le priorità è l’unico modo per dare un futuro all’umanità.

E non c’è mezzo meno inqui­nante del treno…
È il mio preferito. Avrei potuto odiarlo, perché anni fa lo utilizzavo per frequentare il liceo ad Ancona. Mi svegliavo alle 6 e tornavo alle 14:30 per andare a studiare a 50 km di distanza. Però è un mezzo sicuro. E a bordo si può leggere, dormire e guardare fuori dal fine­strino, non come l’auto che obbliga a un’attenzione costante. Ed è meno stressante dell’aereo con tutti i suoi riti necessari.

RisorgiMarche è anche un’oc­casione per scoprire location suggestive.
Solo per citarne alcune, la Domus San Bonfilio di Cingoli, dove cam­peggia la statua del Cristo delle Marche. E ancora Piana di Ragnolo, situata tra Fiastra, zona bellissima come l’omonimo lago, e Sarnano, nota per gli impianti sciistici. L’alto­piano di Montelago, nel comune di Sefro, infine, può ospitare anche 100mila persone.

Perché andare nelle Marche?
È l’unica Regione al plurale: ha un turismo basato sul mare, ma an­che su trekking, paesaggi, Bandiere arancioni (città e paesi con servizi turistici di alta qualità, certificati dal Touring Club Italiano, ndr), opere d’arte e siti sacri. Oggi qualcuno è intimorito dal terremoto, ma se è vero che molti centri sono stati di­strutti o hanno subito danni ingenti, tante zone meritano di essere vi­sitate. Bisogna far ripartire questa terra e anche la società civile deve dare una mano, per esempio con RisorgiMarche.