Su La Freccia di luglio l'intervista a Antonio Grimaldi

A tu per tu con lo stilista italiano che ha conquistato Parigi

di Cecilia Morrico, disponibile anche su ISSUU

«Roma è la città in cui vivo e mi ispiro quotidianamente, Parigi è il mio secondo amore». Parola di Antonio Grimaldi, lo stilista italiano che sta conquistando la Ville Lumière. Entrato nel calendario ufficiale della haute couture considera questo passo il coronamento del suo lavoro.

«La sfilata di luglio è al Mona Bismarck American Center, l’ex palazzo dell’omonima contessa collezionista di abiti d’alta moda. Una figura affascinante con un passione incredibile per il fashion. Il posto ideale per presentare i miei abiti».

Si riesce a carpirgli qualche anteprima rispetto al prossimo Autunno-Inverno: «È all’insegna delle valchirie, le immagini mitologiche del Nord. Vedo sempre una donna glamour, molto contemporanea, ma anche un po’ guerriera, pronta a difendersi con la propria bellezza. La palette di colori è glaciale, dai grigi ai celesti fino al giallo senape intenso». Non manca il romanticismo: «Secondo me il rispetto del corpo è importantissimo. Un abito è bello se viene indossato da una persona che si sente a suo agio a portarlo, e solo così diventa davvero elegante.

La sintonia è alla base dell’alta moda. Alle mie clienti chiedo sempre dove devono indossarlo, se di giorno o di sera oppure che tipo di invito hanno ricevuto». Tornando alla Capitale, «per il fashion andrebbe aiutata e sponsorizzata. È un luogo stupendo», riflette Grimaldi. «Amo perdermi tra capitelli e colonne antiche incastonati nei muri dei palazzi. In più la mia sede è a largo Argentina e la sera quando torno a casa e vedo il tramonto sul Colosseo resto sempre incantato».

Mentre i luoghi preferiti a Parigi? «È una città diversa da Roma. Il quartiere Marais mi appassiona più di tutti, e mi diverte andare per negozi, molto curati negli arredi e nelle vetrine e dalla forte personalità. Dal barbiere al fioraio passando per la bottega di un antiquario ogni angolo è da scoprire. Gli stessi bistrot all’aperto hanno sempre qualcosa di particolare: le pareti, i pavimenti o un lampadario retrò. La Ville Lumière è la felicità di andare in giro e gustarsi ogni scorcio».