La Freccia intervista il tennista Paolo Lorenzi in occasione degli Internazionali BNL d'Italia

L'ex numero uno italiano punta sul torneo al Foro Italico per ricominciare a vincere

  Frecciarossa treno ufficiale degli "Internazionali BNL d’Italia"

di Salvatore Coccoluto disponibile anche su ISSUU

Maggio è sinonimo di Internazionali BNL d’Italia, appuntamento imperdibile della Capitale e uno dei tornei di tennis più belli e prestigiosi a livello mondiale. Poi dal 12 al 20 maggio occhi puntati sul Foro Italico, dove sfilano le star del tennis mondiale maschile e femminile. Tra gli uomini confermata la presenza del campione uscente Alexander Zverev, che quest’anno deve vedersela con un indomabile Rafael Nadal, tornato da poco alle gare dopo un infortunio.

Sicure le assenze di Roger Federer e Andy Murray, ma in compenso il pubblico può godere di fuoriclasse del calibro di Novak Djokovic e Juan Martin Del Potro, della potenza di Milos Raonic e di un Stan Wawrinka in cerca di riscatto. Nel femminile a emozionare è il grande ritorno di Serena Williams, vincitrice di quattro edizioni del torneo, che lo scorso anno era in maternità.

Tra le nostre ragazze scendono in campo le intramontabili Sara Errani e Roberta Vinci, mentre tra gli uomini presenti Fabio Fognini, Andreas Seppi, Matteo Berrettini e Paolo Lorenzi. Proprio quest’ultimo, atleta dotato di ottimi colpi e grande professionalità, torna a Roma con la voglia di archiviare un inizio anno difficile, caratterizzato da un problema fisico che ha condizionato il suo rendimento. Lorenzi, classe 1981, ex numero uno italiano e componente della squadra di Coppa Davis, punta sul sostegno del pubblico del Foro Italico per ricominciare a vincere e magari migliorare il suo best ranking, ottenuto proprio qui a maggio scorso.

Paolo, cosa ti piace degli Internazionali BNL d’Italia?
L’atmosfera, l’affetto e il calore della gente lo rendono un torneo speciale. Giocare a Roma è una sensazione magica.

C’è un luogo della Capitale che visiti spesso durante il torneo?
Adoro passeggiare per le vie del centro, appena posso mi ritaglio del tempo libero per godermi Roma e la sua storia.

Piatto romano preferito?
Sicuramente la carbonara, anche se prima dei match non è proprio consigliata.

Oltre agli Internazionali, quali Paesi e tornei ami di più?
Mi piace molto giocare in Sudamerica e adoro il torneo di Acapulco. Anche negli Stati Uniti mi trovo molto bene e passo volentieri del tempo lì per gli US Open.

Quanto conta il viaggio nella tua vita?
Diciamo che la mia vita è un viaggio continuo, ogni settimana cambio Paese e spesso anche continente. Adoro muovermi e conoscere posti nuovi, è uno degli aspetti più belli del mio lavoro.

Qual è il successo più importante della tua carriera?
La vittoria dell’ATP 250 di Kitzbuhel: vincere un torneo così rilevante per un tennista è un grandissimo traguardo e uno dei più bei ricordi da portarsi dietro.

E il momento più difficile, invece?
L’ho vissuto quando intorno ai 26 anni non riuscivo ad arrivare ai tornei principali. Ero fermo in quelli minori e non è stato facile tenere alta la motivazione.

Il tuo tennista idolo?
Come tutti i giovani, era il campione tedesco Boris Becker. Però non c’è stato un giocatore in particolare che abbia influenzato il mio gioco.

Come trovi la concentrazione prima di un match?
Metto le cuffie e ascolto un po’ di musica, mi aiuta a estraniarmi e fa bene alla concentrazione.

Un gesto scaramantico o un portafortuna?
Tutti gli anni uso sempre la stessa doccia.

Obiettivi per il 2018?
Vengo da un infortunio che mi ha tenuto fuori per un paio di mesi, quindi il primo obiettivo è tornare in forma e il secondo migliorare il best ranking 2017.