La Freccia Collection: l'intervista a Gianni Morandi

Nuovo successo per l'eterno ragazzo che duetta con Fabio Rovazzi in "Volare"

14 luglo 2017

Di Luca Mattei

Roma, 7 giugno. «Oggi è l’anniversario della vittoria dello scudetto del Bologna nel 1964, conquistato contro l’Inter in uno spareggio nel campo neutro di Roma. Allo stadio Olimpico c’ero anch’io». Un ricordo ancora nitido per Gianni Morandi, fortemente legato alla sua squadra di calcio.

A rinfrescare la memoria sulla vita del cantante di Monghidoro gli scatti dell’amico fotografo Gilberto Petrucci, esposti alla dolceVita GALLERY in occasione della mostra C’era un ragazzo - 50 anni dopo. Passa il tempo, ma l’artista cavalca sempre il successo: adesso con Volare, il duetto con Fabio Rovazzi, già hit dell’estate.

Com’è stato il primo incontro? 
È nato per scherzo, ma si è rivelato invece un boom imprevisto, io non me lo aspettavo di certo. Mi sono accorto che Fabio è un grande professionista, ama curare l’immagine e fare il videomaker. Ha creato questa breve storia in cui sono costretto a un featuring con lui per liberare mia moglie Anna presa in ostaggio. La canzone sta diventando un tormentone, anche per me. 

Nel brano lei canta: «Questi giovani di oggi no, io ti giuro mai li capirò». È proprio così? 
Fa parte del gioco, però è vero che sono molto diversi da come eravamo io e i miei coetanei. Loro hanno forse meno sogni e speranze. Noi siamo cresciuti in un’Italia che viveva un momento diverso. 

Ed è diversa anche l’esperienza del viaggio nel 2017? 
Certamente. Ieri dovevamo programmarlo mesi prima, oggi ci sono opportunità straordinarie grazie ai treni veloci e ai voli low cost. 

Qual è il suo rapporto con il treno? 
Mi piace molto, lo uso spesso. Ho girato l’Italia con l’auto facendo tournée e spettacoli dappertutto. Ora però non vedo il motivo di spostarmi in macchina, si sta benissimo sulle rotaie. 

E quando fa caldo, quali sono le sue mete predilette? 
Giro in tutta Italia, ma preferisco il Meridione. Vado quasi tutti gli anni nel Salento, in Puglia. Poi in Sicilia. E in Sardegna, dove sono stato tre mesi per girare una fiction che vedrete presto in televisione. Amo tutto il mare del Sud.

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