La Freccia Collection: Scent of Campania

Un viaggio olfattivo tra le località più suggestive della Campania

17 luglio 2017

di Ilaria Perrotta

Capita spesso che luoghi e odori si avvolgano gli uni con gli altri trasformandosi in un’essenza  che poi conduce attraverso un viaggio tra passato, presente e futuro». Parola di Emilia Marino, naso costruttore e creatrice, insieme alla sorella Martina, di Sirenae Essenze, azienda nei pressi di Paestum, specializzata nella produzione di fragranze territoriali.

«Il profumo ha un’anima, un’evoluzione.  Va ascoltato, accompagnato. Il mio lavoro consiste nel catturare i sentori di un paesaggio, enfatizzarne con l’olfatto i colori, la natura e tutto ciò che colpisce chi lo vede e lo vive per la prima volta». Una delle particolarità delle coste e delle isole italiane, infatti è di avere ciascuna un aroma caratterizzante.  Il turista riesce a percepirlo nitidamente  vicino al mare, passeggiando per vicoli e stradine addentrandosi nella macchia mediterranea.

La memoria, nel tempo, conserva quell’effusione, facendo desiderare di ritornare in quei posti incantati. Proprio il forte potere evocativo, combinato con lo stato d’animo di chi è in vacanza, ha decretato negli anni il successo delle eau de toilette che si ispirano alle località più note della Campania. Come, ad esempio, Gelsomini di Capri: «L’intento è stato quello di ricreare l’atmosfera  tipica di una calda sera d’estate,  quando il fiore, all’apice dell’apparizione, emana i suoi effluvi resi frizzanti dalle note agrumate. Il tutto rinfrescato da un tocco salato che richiama la brezza delle rive», spiega Virginia Ruocco, responsabile Area Marketing per Carthusia – I Profumi di Capri.

«La nascita del nostro brand è avvolta da una leggenda. Nel 1380 il padre priore della Certosa di San Giacomo, colto alla sprovvista dalla notizia della venuta della sovrana Giovanna d’Angiò, preparò per lei una raccolta dei boccioli più belli dell’isola. La regina, però, non riuscì mai ad arrivare a causa di una burrasca e quei fiori rimasero per tre giorni immersi nell’acqua.  Prima di gettarli via l’abate si accorse che il liquido si era trasformato in una fragranza misteriosa. Si rivolse così a un alchimista che ne individuò la provenienza  nel  Garofilium silvestre caprese. Era nato così il primo parfum della zona». Dopo aver soggiornato in quest’ oasi azzurra, il ricordo del viaggiatore à la page sarà impregnato anche di zagare, gerani, rose, elicrisi, pini marittimi ed esperidi come limone, bergamotto e arancio.