La Freccia Collection: Fearless Basilicata

Un territorio da scoprire col fiato sospeso, tra sport estremi, città fantasma e avventure da brivido

di Giulia Bertollini

Imprese spericolate in mezzo alla natura. Ma anche viaggi nel mistero, tra città fantasma e leggende da brivido. Terra di forti emozioni, la Basilicata è una regione che può lasciare letteralmente col fiato sospeso.

Il respiro si accorcia anche solo all’idea di sperimentare attività adrenaliniche come il Volo dell’angelo, tra le cime delle Dolomiti Lucane. Legati da un’imbracatura e agganciati a un cavo d’acciaio, si viaggia in aria a una velocità che può raggiungere i 120 km/h, gustandosi il panorama mozzafiato racchiuso tra Castelmezzano e Pietrapertosa, in provincia di Potenza. Un’emozione unica, da vivere da soli o in coppia, che consente di scoprire il territorio da una prospettiva inconsueta. Altra tappa per chi non soffre di vertigini è il passaggio sul Ponte alla Luna, inaugurato ad aprile a Sasso di Castalda (PZ). Una camminata di 300 metri, a 120 d’altezza, con 600 gradini d’appoggio su una passerella metallica sospesa. Per completarla basta mezz’ora ma serve, naturalmente, una buona dose di coraggio.

Chi ama gli sport intensi può scegliere i percorsi di canyoning lungo il corso del torrente Iannello, uno dei maggiori affluenti del fiume Lao: un’esperienza spumeggiante di rapide scalate fra le rocce, salti in libertà e tuffi in acqua. Ma la Basilicata è anche un luogo magico in cui ancora oggi si tramandano storie oscure e suggestive. La natura stessa può assumere forme enigmatiche, come succede con la Sedia del Diavolo ad Albano di Lucania, a metà strada tra la curva che gira attorno alla collina Monticello e il fiume Basento. Costituita da una panchina scavata in un monolite, vista frontalmente sembra il busto di un essere demoniaco completo di capo e copricapo, che esercita un fascino inquietante.

Il calar della sera è il momento perfetto per visitare Craco, nel Materano. Un paese spettrale, disabitato ormai da tempo, in cui le case sono occhi che scrutano. Si narra che nella zona si aggirino i fantasmi e c’è chi dice di aver udito echi di voci e rumori di passi. Il silenzio è talmente assordante e l’atmosfera così surreale da somigliare al set di un film horror. Nella stessa zona un altro luogo da non perdere è il Castello di Valsinni. Nelle stanze e lungo i corridoi aleggerebbe lo spirito della poetessa Isabella Morra: uccisa per mano dei suoi tre fratelli, divorata da una grande fame di giustizia, si aggira avvolta nel suo mantello nero. Ma quello di Isabella non è l’unica presenza dell’aldilà che si rischia di incontrare nella regione.

Si dice che nella rocca di Lagopesole, nel borgo omonimo vicino a Potenza, vaghi ancora Elena Ducas, moglie di Manfredi di Svevia. Fatta prigioniera da Carlo D’Angiò e confinata tra le mura del castello, morì di dolore lontana dai suoi cari. Alcuni riferiscono di aver sentito i suoi singhiozzi, altri di aver visto una luce filtrare attraverso le finestre. Infine, chi vuole sfidare la scaramanzia può andare a Colobraro: arroccato su un colle che domina la valle del fiume Sinni, basterebbe nominarlo per essere colpiti dalla sfortuna. Tutti i martedì e venerdì di agosto, qui si tiene la manifestazione Sogno di una notte... a quel paese: all’arrivo, prima di addentrarsi tra i suoi segreti, si viene omaggiati di un amuleto scaccia malocchio fatto di chicchi di riso e grani di sale. Perché, sarà anche solo una diceria, ma non si sa mai.

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