Più integrazione e investimenti per il TPL

L’editoriale di questo numero di Note dedicato al trasporto pubblico locale

21 aprile 2017

L'editoriale di Marco Mancini è disponibile anche su ISSUU

Il trasporto pubblico locale, il cosiddetto Tpl, si è arricchito negli ultimi anni di nuovi attori. L’Autorità di Regolazione dei Trasporti (Art) è uno di questi: authority super partes in uno scenario complesso che include, tra gli altri, le varie società pubbliche e private che gestiscono i servizi, le Regioni, le Province Autonome, i Comuni. Proprio l’Art ha da poco varato una delibera e un atto di regolamentazione che affrontano la complessa materia.

Come primo e fondamentale passo ha definito l’ambito del Tpl includendovi i servizi sia di linea che non di linea e, tra questi ultimi, i taxi, gli Ncc e le altre nuove forme di mobilità condivisa che si sono fatte strada negli ultimi anni. Ha poi inteso fornire alle amministrazioni competenti alcuni strumenti per “promuovere la sostenibilità economica, ambientale e sociale dei servizi di trasporto pubblico e la massimizzazione della loro efficienza”.

Nessuno può negare che siano obiettivi tanto lodevoli quanto lontani, in moltissime realtà, dall’essere raggiunti o, addirittura, raggiungibili. Sul fronte dell’efficienza e della sostenibilità economica ha avuto un certo peso negativo la commistione dei ruoli, tra controllore e controllato, tra cliente e fornitore. È il caso, ben noto, di molte aziende municipalizzate. Realtà nelle quali i Comuni programmano, pagano e controllano il servizio che, con l’azienda di loro proprietà, erogano. È poi mancata un’attenta e lungimirante pianificazione sia sul fronte della dotazione di infrastrutture (strade e binari) sia per quanto riguarda la capacità di integrare efficacemente i diversi servizi e renderli tra loro complementari. Soprattutto laddove la concorrenza tra modalità (tanto frequente quanto teorica) ha generato sprechi di risorse pubbliche invece che innalzamento della qualità.

Il Gruppo FS Italiane e Trenitalia che ne fa parte guardano con grande attenzione all’evoluzione del settore. Ne sono e ne vogliono essere sempre più protagonisti. Convinti che gli obiettivi virtuosi indicati dall’Art possono essere raggiunti solo con infrastrutture e mezzi di trasporto sempre più integrati tra loro, attraverso una regia intelligente del committente pubblico da un lato e l’ausilio di piattaforme digitali dall’altro, capaci di offrire ai viaggiatori in tempo reale le soluzioni più adeguate alle loro diverse necessità. Ed è proprio quanto stiamo perseguendo con il nostro Piano Industriale e con la pianificazione di importanti investimenti in tecnologie e strumenti digitali e in moderni treni per i pendolari.

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