Mobilità efficiente, una priorità per tutti

L'editoriale sul nuovo numero di Note, il magazine dedicato ai viaggiatori del trasporto regionale

Di Marco Mancini, disponibile anche su ISSUU

L’ondata di maltempo che ha investito la settimana scorsa gran parte della Penisola ci ha fatto capire, una volta di più, la fondamentale importanza di infrastrutture e servizi di mobilità efficienti.

Bene ha fatto il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, a disporre subito adeguati investimenti per dotare tutti i 300 scambi di Roma Termini delle cosiddette scaldiglie. Ossia resistenze elettriche in grado di mantenere operativi tutti gli scambi di una stazione che in pochi anni ha visto incrementare il numero di treni regionali in partenza e in arrivo, tra questi le corse del Leonardo Express per l’aeroporto di Fiumicino, e triplicare quello dei treni ad Alta Velocità sulla dorsale Salerno/Napoli – Milano.

Bene ha fatto l’amministratore delegato del Gruppo FS, Renato Mazzoncini, con un gesto inusuale nel nostro Paese, a scusarsi con i viaggiatori coinvolti nei disagi di lunedì 26 febbraio, quando l’offerta non è stata preventivamente tagliata per consentire una migliore gestione dei binari disponibili. Come invece è accaduto nei giorni successivi.

È tuttavia indispensabile una riflessione. Se è giusto pretendere sempre la massima efficienza è altrettanto doveroso mantenere la lucidità di giudizio. Perché la forte perturbazione e il gelo che hanno attanagliato l’Europa hanno creato problemi analoghi ai trasporti ferroviari anche di altri Paesi, come la Gran Bretagna e la Spagna. Non è questione di mezzo gaudio. È che tutti i sistemi industriali vengono tarati sulle condizioni medie nelle quali si trovano a operare. E le eccezionalità, come una nevicata, la quarta di una certa consistenza a Roma in 62 anni, inevitabilmente creano difficoltà.

A chi adduce l’esempio virtuoso di Paesi come la Svezia, dove i treni circolano senza problemi anche con il freddo glaciale, va ricordato che il freddo glaciale in Svezia è la norma. E che tutto il sistema si conforma di conseguenza. Forse anche in Italia i cambiamenti climatici stanno rendendo meno eccezionale quello che tale era considerato fino a oggi. Oppure il legislatore per primo, che con una legge ora impone di non spendere denaro pubblico più di quanto necessario per mantenere l’efficienza delle infrastrutture nelle situazioni considerate “medie”, evitando cioè i cosiddetti “overdesign”, decide che quando si tratta di servizio pubblico, il troppo non stroppia mai.