Note, l'editoriale: i nuovi treni regionali Pop e Rock

Il settimanale dedicato ai clienti del trasporto regionale accompagnerà il roadshow dei nuovi treni


di Marco Mancini

Il 9 e 10 ottobre ero a Bologna, in piazza Maggiore, dove Pop e Rock si sono mostrati in anteprima ai loro futuri primi clienti. Le consegne inizieranno proprio in Emilia Romagna, nel 2019, con 86 convogli: 47 Pop e 39 Rock.

C’era aria di festa. Tanta gente di ogni età, molte scolaresche, alcune persone in sedia a ruote, o comunque a mobilità ridotta. Tutti hanno espresso soddisfazione e apprezzamento per l’evoluzione tecnologica, l’accessibilità, le qualità percepibili e promesse dai nuovi convogli. L’obiettivo, d’ora in poi, è far sì che a beneficiarne siano tutti i nostri clienti, dalle Alpi fino a Palermo. Per questo ci teniamo a comunicare il cambiamento in atto e a coinvolgere e sensibilizzare i cittadini. Le Regioni stanno rispondendo positivamente. Chiudendo contratti di servizio di lunga durata si creano le premesse per sostenere l’imponente investimento di oltre 4 miliardi che Trenitalia sta affrontando in autofinanziamento.

Tutta la sua flotta regionale potrebbe, entro il 2022, raggiungere un’età media di 11 anni: un primato europeo. La sfida che ci siamo posti è replicare, nel trasporto regionale, il successo dell’Alta Velocità. Che sta lì a dimostrare quanto nel Gruppo FS le capacità e le professionalità non manchino.

Come ha ricordato proprio a Bologna l’amministratore delegato di FS Italiane, Renato Mazzoncini, «viaggiare sulle Frecce è rilassante e piacevole, tanto che molti considerano il periodo trascorso a bordo il migliore della loro giornata». Ecco, dovrà essere così anche sui nostri regionali. Sui quali si compiono un po’ meno del 30% di quei 5,4 milioni di viaggi quotidiani registrati su treni e metropolitane italiane, in gran parte gestite da società regionali o municipalizzate. I nostri clienti dovranno essere tutti di Serie A.