Otto minuti e scoliamo la pasta

Così da oggi sul Frecciarossa

 Sul Frecciarossa la pasta cotta al momento. Il nuovo servizio simbolo dell’italianità

di Andrea Radic

Pasta e Frecciarossa due simboli di un’Italia in evoluzione, la prima sempre più amata, anche dai famosi millennials che la preferiscono ad altri piatti, il secondo mezzo principiale per percorrere l’Italia ad alta velocità, una metropolitana tricolore.

L’unione tra i due è stata sancita dalla novità introdotta sulle carrozze ristorante. Bando ai precotti grazie a un gesto che sa di casa, di calore, di Italia, cuocere la pasta espressa viaggiando a 300 km/h.

Allo stesso tavolo l’amministratore delegato di Trenitalia Orazio Iacono e il presidente dei pastai italiani di Aidepi (associazione delle industrie dei dolci e della pasta italiana) Riccardo Felicetti, hanno gustato “penne lisce con pomodorini e basilico” un classico della tradizione e simbolo della dieta mediterranea, sana e sempre più popolare.

“L’idea ci è venuta proprio dalle esigenze dei passeggeri di trovare anche a bordo un piatto di pasta cucinato espresso, in grado di soddisfare il gusto e far mangiare bene - afferma Iacono - in due mesi siamo passati dalla teoria alla pratica, formando il personale di Itinere (la società che gestisce la ristorazione a bordo delle Frecce) e riscoprendo la grande tradizione italiana della pasta”.

Sì, perché nell’immaginario collettivo cuocere la pasta è qualcosa di più di un compito in cucina, è un simbolo, è carattere è uno dei temi di cui gli stranieri raccontano quando ritornano nei loro Paesi dopo essere stati in Italia.

“Partiamo con questo nuovo servizio sul 40% dei Frecciarossa che viaggiano a cavallo degli orari di pranzo e cena, per crescere via via. Vogliamo offrire un ambiente familiare, semplice come un piatto di buone penne al pomodoro. È quello che chiede il viaggiatore e da lì siamo partiti, il cliente è al centro dei nostri piani. Sappiamo che stiamo osando ma ci piace farlo vogliamo lavorare su un vantaggio competitivo differenziato”.

“Ci rivolgiamo anche ai molti turisti stranieri che viaggiano con noi, per far vivere loro un’esperienza italiana, a bordo, arricchita dalla tavola - conclude l’AD di Trenitalia - offrendo la riscoperta della tradizione”.

Riccardo Felicetti, presidente pastai Aidepi, è produttore di pasta da quattro generazioni, e nel ruolo di “assaggiatore ufficiale” non nasconde l’approvazione per la cottura al dente delle penne.

“È un onore per tutta la nostra categoria che Trenitalia abbia scelto la pasta come alimento simbolo dell’italianità, è il piatto più amato dagli italiani, quello che li fa sentire a casa. Ero molto curioso della resa effettiva di una cottura in condizioni non semplici e l’esame è superato a pieni voti. Una iniziativa importante quella di Trenitalia che consente anche di valorizzare la pasta come alimento sano e gustoso”.

Il “Menù Frecciarossa” include anche un piatto di formaggi regionali selezionati, una macedonia di frutta fresca, acqua e caffè”. Al costo di 20 euro si pone ad un ottimo livello di rapporto qualità prezzo. Da notare che la frutta della macedonia è tagliata a pezzettoni, non confezionata in vaschetta di plastica.

Da un lato la tecnologia più avanzata del viaggio consente di percorrere la tratta Milano-Roma in 2h e 55m, dall’altro un servizio che riporta agli anni del Settebello alle immagini del cameriere con il vassoio di pasta fumante.

Il critico gastronomico Vincenzo Buonassisi scriveva così nel 1987 a proposito della sua esperienza al vagone ristorante “ambiente incomparabile, relax assicurato, il servizio è buono e il cibo di prima qualità” tempi in cui era celebre il menu del rapido “Freccia della Laguna” e su alcuni treni venivano servite “linguine al salmone”.

Con il nuovo menù Frecciarossa abbiamo ritrovato tutto questo.